Dal 19 lugio sarà attivo il numero di pubblica utilità 1500. Secondo l’Inps si può chiedere la cassa integrazione ordinaria oltre i 35 gradi
Prosegue l’intensa ondata di calore che sta investendo la Penisola.
Martedì 18 luglio a Roma sono stati raggiunti i 42 gradi. Non accadeva dall’estate 1983, quando il 28 luglio si registrarono 39,4 gradi alla stazione meteorologica di Roma Ciampino e 40 a quella di Roma Urbe.
Mercoledì 19 luglio saranno 23 le città da bollino rosso: Ancona, Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Messina, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo. Bollino arancione a Reggio Calabria, giallo a Bolzano e a Genova. Giovedì 10 luglio, invece, i bollini rossi scenderanno a 18.
Schillaci: dal 19 luglio attivo il numero 1500″
Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha annunciato che da mercoledì 19 luglio alle 14 sarà attivo il numero di pubblica utillità 1500.
«Da domani alle 14 sarà attivo il numero 1500 di pubblica utilità, già attivo durante la pandemia, per chiedere informazioni sul calore e ricordare le precauzioni da osservare – ha affermato Schillaci al Tg1 – ma soprattutto un numero che può indicare ai cittadini i presidi dove rivolgersi a loro più vicini».
Inps: “oltre i 35 gradi si può chiedere la cassa integrazione ordinaria”
Temperature così elevate possono mettere a rischio la salute dei lavoratori e delle lavoratrici. Secondo l’Inps con temperature oltre i 35 gradi è possibile chiedere la cassa integrazione.
L’Istituto italiano della previdenza sociale in una nota ricorda che nel decalogo dell‘Inail dal 2017 si attesta che “le temperature eccezionalmente elevate, e superiori a 35°, che impediscono lo svolgimento di fasi di lavoro in luoghi non proteggibili dal sole o che comportino l’utilizzo di materiali o lo svolgimento di lavorazioni che non sopportano il forte calore” possono portare al trattamento di integrazione salariale.
«Si chiarisce che possono rilevare anche le cosiddette temperature percepite – si legge nella nota – ricavabili anch’esse dai bollettini meteo, quando le stesse siano superiori alla temperatura reale. Al ricorrere delle fattispecie sopra evidenziate, pertanto, possono costituire evento che dà titolo al trattamento di integrazione salariale temperature percepite superiori a 35°, seppur la temperatura reale sia inferiore al predetto valore”.
La Cgil lancia un appello, soprattutto per la sicurezza dei lavoratori edili. «Le alte temperature stanno mettendo a dura prova i trentamila lavoratori del comparto edile e, anche se non da parte di tutte le imprese, stiamo registrando una non adeguata responsabilità sui rischi per la salute e la sicurezza che si corrono quotidianamente nei cantieri edili in tutta la Sardegna» ha dichiarato la segretaria regionale di Fillea Cgil, Erika Collu, che ha lanciato un appello affinché vengano svolte tutte le azioni necessarie per proteggere i lavoratori.
Troppo caldo alla Stellantis di Pomigliano d’Arco: operai mandati a casa
Nel reparto Panda della Stellantis di Pomigliano d’Arco le temperature sono salite tanto da convincere l’azienda a mandare a casa gli operai. Per lo stesso motivo i lavoratori lunedì 17 luglio avevano deciso di interrompere le attività.
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/ALESSANDRO DI MARCO