È accusato insieme al fratello e ad alcuni collaboratori di aver commesso illeciti finanziari per un valore complessivo di 300 milioni di dollari
L’Interpol ha emesso un mandato di arresto internazionale per il governatore della Banca centrale libanese, Riad Salameh, inquisito in cinque Paesi europei e in Libano con l’accusa di aver commesso, assieme a suo fratello Raja e altri membri del suo entourage, illeciti finanziari per un valore complessivo di circa 300 milioni di dollari.
Salame era stato ascoltato per la prima volta in marzo, in un’aula del tribunale di Beirut alla presenza di giudici di alcuni paesi europei dove sono in corso procedimenti giudiziari contro lo stesso governatore.
È un momento di forte tensione in Libano: le contestazioni popolari nei confronti di Salame e dell’oligarchia politica libanese sono sempre più forti perché il popolo la ritiene essere responsabile del crack finanziario del Paese.
Al centro delle indagini degli inquirenti ci sono i presunti illeciti commessi dal governatore, in carica da 30 anni, da suo fratello Raja e da alcuni suoi collaboratori.
Il mandato di Salame scade formalmente il prossimo maggio. È indagato anche in Francia, Svizzera, Germania, Belgio, Lussemburgo e Lichtenstein.
di: Micaela FERRARO
FOTO: EPA/NABIL MOUNZER