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L’italiana è stata rilasciata, accolta a Ciampino da Meloni e Gualtieri

Alessia Piperno, arrestata lo scorso 28 settembre, è stata rilasciata dalle autorità iraniane ed è arrivata il 10 novembre in Italia, all’aeroporto di Ciampino, dove è stata accolta dalla premier Giorgia Meloni e dal sindaco di Roma Gualtieri.

«In cella sono stati 45 giorni duri. Ho trascorso la mia detenzione in una cella con sei persone, è stato difficile ma non sono stata maltrattata». Questo, per ora, l’unico commento lasciato dalla travel blogger ai cronisti che la aspettavano sotto casa dei genitori, nel quartiere Appio Latino, dove Piperno è tornata, tra le braccia del papà.

Il padre ha raccontato oggi, 11 novembre, che la 30enne è rimasta a parlare con i genitori e il fratello David fino alle tre e mezza del mattino svelando loro i retroscena del carcere di Evin, che definisce “proprio brutto”. Piperno ha aggiunto che quando sono andati a prenderla, pensava la stessero trasferendo in un altro carcere. “Era quasi contenta”, rivela il padre per far capire il malessere della figlia, e parla di “violenza psicologica” benché “non le abbiano torto un capello”.

L’annuncio della liberazione

Palazzo Chigi tramite una nota: “dopo un intenso lavoro diplomatico oggi Alessia Piperno è stata rilasciata dalle autorità iraniane e si appresta a tornare in Italia. Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a che Alessia riabbracci i familiari, ha informato i suoi genitori nel corso di una telefonata, pochi minuti fa”.

«Alessia Piperno è stata liberata grazie all’intenso lavoro della diplomazia italiana, ringrazio tutti coloro che si sono impegnati per risolvere questo caso. Il presidente del Consiglio ha informato la famiglia della liberazione. È una bella notizia per tutti», ha commentato il titolare della Farnesina.

La notizia ai media è arrivata da Palazzo Chigi: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha telefonato ai genitori della donna trattenuta in carcere in Iran per informarli della sua liberazione.

Nel confronto con il suo omologo Antonio Tajani, il ministro degli Esteri iraniano ha annunciato che vuole ampliare le proprie relazioni con l’Italia. Amirabdollahian si è congratulato con Tajani per la sua nomina e ha espresso speranze per l’espansione delle relazioni politiche, economiche e culturali tra i due paesi. Nella telefonata si è anche parlato della crisi Ucraina.

La notizia della liberazione è stata accolta dalla Camera dei Deputati con un lungo applauso.

Ass. rifugiati in Italia: “liberazione frutto della rivolta”

«La liberazione di Alessia Piperno è frutto della rivolta del popolo iraniano. Se non ci fosse stata la rabbia esplosa 60 giorni fa, Alessia sarebbe sarebbe rimasta in carcere, processata e condannata come spia. Probabilmente il governo ha avuto paura che la ragazza diventasse testimone scomoda delle ferocità contro i detenuti iraniani», è la tesi sostenuta da Karimi Davood, presidente dell’Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia, a LaPresse.

di: Micaela FERRARO

aggiornamenti: Francesca LASI

FOTO: ANSA/CIRO FUSCO