IRAN

In un negozio un militare getta yogurt sui capelli di due ragazze senza velo, ma il proprietario reagisce

Continuano le proteste in Iran e i manifestanti fanno sentire la loro voce non solo nelle strade, ma anche nella vita quotidiana.

In un negozio nella città di Shandiz, nel nord-est del Paese, un membro della milizia Basij ha dapprima rimproverato aspramente due ragazze entrate senza velo e in seguito le ha aggredite rovesciando dello yogurt sui loro capelli.

Contrariamente a quanto sarebbe accaduto qualche mese fa, questa volta il proprietario del negozio e un altro cliente sono intervenuti a difesa delle due donne e hanno cacciato via il militare, come mostrano le immagini di telesorveglianza.

L’assalitore è stato poi arrestato per disturbo dell’ordine pubblico.

Tuttavia, la magistratura iraniana ha emesso un fermo anche per le due donne, accusate di aver mostrato i capelli in pubblico. L’agenzia Miran ha riferito che sono stati emessi “avvisi necessari” anche al proprietario del negozio.

Gesto senza precedenti

L’intervento del proprietario del negozio e del cliente a difesa delle due ragazze senza velo è stato definito “un gesto senza precedenti” nella Repubblica Islamica e il video estrapolato dalle telecamere e diffuso sul web è diventato virale provocando forte indignazione nella comunità internazionale.

Il velo come il muro di Berlino

Il velo femminile è diventato un simbolo, in Iran. Secondo gli oppositori del regime è “come il muro di Berlino: se crolla il velo, crolla anche la Repubblica islamica”.

Il ministero dell’Interno ha diffuso una nota nei giorni scorsi in cui dichiarava che il velo obbligatorio è “uno dei fondamenti della civiltà della nazione iraniana” e, per questo, “non c’è stato e non ci sarà alcun ritiro o tolleranza” per chi non rispetta “i principi”, “le regole religiose” e “i valori tradizionali” vigenti nel grande paese del Medio Oriente a guida sciita.

Prima dello scoppio delle proteste il presidente ultra-conservatore Ebrahim Raisi aveva reso ufficiale un rapporto dell’amministrazione iraniana intitolato “Progetto castità e hijab“, un documento di 219 pagine redatto dal quartier generale della promozione della virtù e della prevenzione del vizio, con l’obiettivo di “fermare la perdita di influenza ideologica del regime e l’indebolimento del suo controllo sulla società” e per sostenere nuove misure repressive a partire proprio dal velo integrale delle donne.

di: Micaela FERRARO

FOTO: SHUTTERSTOCK