Le esecuzioni delle condanne a morte hanno interessato per il 30% dei casi membri della minoranza musulmana beluci
In Iran nel 2022 sono state giustiziate il 75% in più delle persone rispetto all’anno precedente. Il dato è stato diffuso dalle ong Iran human rights e Together against the death Penalty e riportato da France24.
Nel 2022 le persone che sono state giustiziate sono state 582, la cifra più alta dal 2015 (e molto al di sopra delle 333 morti del 2021). Le organizzazioni denunciano quella che è una “macchina delle esecuzioni” che ha avuto una spinta ulteriore con la repressione avvenuta a seguito delle proteste nate in seno alla morte della 22enne Mahsa Amini.
Secondo il report il 30% delle esecuzioni avvenute in tutto l’Iran è stato eseguito sui membri della minoranza musulmana beluci, principalmente sunniti che rappresentano il 2-6% della popolazione iraniana.
«La pena di morte fa parte della discriminazione sistematica e della vasta repressione a cui sono sottoposte le minoranze etniche dell’Iran. La maggior parte delle esecuzioni – 288, ovvero il 49% di tutte le condanne a morte eseguite – sono state per accuse di omicidio, la più alta in oltre 15 anni» viene scritto nel report.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: EPA/YAHYA ARHAB