La realtà, con diverse sedi nel mondo, svolge servizi di manutenzione dei refrattari dei forni senza perdita di produzione da parte del cliente

Negli anni Novanta, Enrico Favretto decise di iniziare un nuovo percorso dando vita alla IRF, Italiana riparazione forni, azienda che diventò in pochissimo tempo il secondo player di saldatura ceramica sul mercato. In quegli anni questo settore era quasi totalmente monopolizzato da un’unica azienda, la quale infastidita dalla concorrenza improvvisa portò in tribunale Favretto. Dopo aver raggiunto un accordo, alla fine degli anni Novanta, la IRF non aveva più dipendenti perché le erano stati strappati dal competitor. Da quel momento ha inizio un’altra storia, a raccontarcela è Marcelo Machado, amministratore e socio.

Indietro nel tempo…
«Ho conosciuto Enrico Favretto nel 2001, anno in cui siamo ripartiti insieme con l’attività anche grazie alle sue enormi conoscenze del mercato. Qualche tempo dopo è arrivato il socio italo-francese, Charles Pordone, grandissimo esperto in forni, settore nel quale lavora da quando ha 17 anni. Avevamo due ruoli diversi, io ero tecnico operativo, lui tecnico commerciale, mentre Favretto era alla guida. Nel 2008 abbiamo fondato IRF Europa e siamo diventati tutti soci, iniziando già all’epoca a lavorare anche per Paesi europei come Spagna, Francia, Olanda, Germania, Ucraina, Russia e Inghilterra. Inizialmente io e Favretto facevamo saldatura ceramica e basta, poi, con l’arrivo di Charles, abbiamo iniziato a realizzare lavori a caldo, aggiungendo endoscopie, e riparazioni a freddo: oggi siamo praticamente una delle pochissime aziende che riesce a dare lavori chiavi in mano».

Qual è il vostro core business?
«Il nostro core business è la saldatura ceramica, un lavoro di nicchia a causa della sua complessità: l’attrezzatura per svolgerla, infatti, è interamente realizzata da noi perché non si trova sul mercato. La saldatura ceramica è una tecnica particolare che consente di creare e ripristinare il materiale refrattario della sovrastruttura del forno. Quando un forno si accende per la prima volta, lavora dagli 8 fino ai 20 anni e può accadere che nell’arco di questo tempo si danneggi, creando una fessura al suo interno. Essendoci una temperatura pari a 1500/1600 gradi, è praticamente impossibile fare riparazioni interne, e per questo motivo, negli anni ‘60, venne inventata la saldatura ceramica dal gruppo Glaverbel (oggi AGC). Avendo lavorato molto tempo per loro, Enrico Favretto, anche agli inizi, sapeva come muoversi e come svolgere l’attività in questione. Si parte realizzando un rilievo con degli endoscopi raffreddati ad acqua (facendo delle fotografie), dal quale si valuta il danno e come agire di conseguenza. A quel punto, con i disegni del forno si sviluppano su misura delle lance raffreddate ad acqua la quale entra in un tubo ed esce da un altro percorrendo tutto il circuito per raffreddare la lancia. Quest’ultima, poi, si sposta nella zona da riparare e al suo interno viene sparata una miscela di refrattario costituita da polveri metalliche, spinta grazie all’ossigeno che quando entra in contatto con il calore del forno, s’incendia, crea una reazione esotermica, e porta il tutto ad una temperatura di 2500 gradi. Infine, la polvere si “ceramizza” creando una massa solida che ricostruisce, protegge e sigilla l’area usurata».

E altri servizi…
«Oltre alla saldatura ceramica, svolgiamo altri servizi, tra cui l’hot repair, l’auditing, e il cold repair. La riparazione a caldo è un lavoro di muratura che viene svolto a forno acceso e si riferisce a diversi interventi esterni che sono programmati durante la campagna produttiva del forno e che sono finalizzati ad allungarne la durata negli anni. Ci sono diverse tipologie di intervento a caldo applicabili sia alla sovrastruttura, che alla zona di contatto vetro: placcaggio, riparazioni della volta del forno e della camera tramite installazione di blocchi, ancoraggio dei blocchi, ricostruzione di muri, sostituzione dei blocchi, bottom repair, lavaggio termico, shotcreting. L’auditing, invece, è una modalità di lavoro che serve per effettuare ispezioni interne ed esterne, valutare lo stato del forno, e fare un’analisi predittiva delle possibili problematiche che potrebbero colpire negativamente la produzione, la qualità della produzione, il consumo energetico e la sicurezza dell’impianto. È un servizio molto importante e utile, ed infatti cerchiamo sempre di far capire ai clienti che quando il forno si accende, prima di metterci dentro il vetro, bisogna fare il primo auditing. Durante la vita del forno, una/due volte all’anno bisogna fare un controllo. Si tratta di un servizio che fanno anche altre aziende, ma noi lo svolgiamo molto bene. Ed infine la riparazione a freddo, ovvero un servizio di ricostruzione totale o parziale: il forno può essere demolito e ricostruito totalmente, oppure si scelgono le parti da sostituire e quelle da mantenere e si lavora alla loro sostituzione; dopo viene riacceso».

La sede principale di IRF Europa è quella italiana che si trova in provincia di Treviso. In più, l’azienda ha un’organizzazione stabile in Francia, una sede in Portogallo (a Lisbona), una in Brasile (aperta nel 2016) che oggi copre tutto il Sud America e che a sua volta ne ha aperta una in Messico. Dall’Europa, invece, il team sta lavorando per essere operativo il prima possibile anche nei restanti Continenti. Tra le varie certificazioni IRF Europa ha quella della qualità, la ISO 9001, quella per la lavorazione dell’acciaio ISO 3834, sta ottenendo quella della gestione della salute e della sicurezza sul lavoro, e anche quella per l’ambiente. I clienti di solito sono multinazionali, ma anche aziende più piccole.

Tra le qualità aziendali, la velocità e la qualità…
«Tra i nostri punti di forza sicuramente figurano la rapidità e la tempestività, due tratti importanti che abbiamo anche grazie ad un’officina di carpenteria, un reparto che si serve di personale specializzato nella produzione e nell’installazione di manufatti per le operazioni di riparazione, per le ricostruzioni e per i progetti ex-novo. Inoltre, produce internamente tutte le attrezzature ad-hoc per gli interventi. Se c’è un’emergenza siamo in grado di intervenire immediatamente (anche fuori Italia). Anche la qualità del lavoro, per la quale siamo riconosciuti da tutti, è una nostra caratteristica rilevante. Il nostro valore lo si vede non solo dai materiali che usiamo ma anche dai nostri dipendenti che sono altamente formati. Inoltre, conoscendo i competitor posso dire che siamo gli unici a non aver mai rinunciato a delle offerte di lavoro, anche quando queste erano complesse. Lo scorso anno, ad esempio, è capitato più volte di cambiare tabella di marcia di un progetto per vari problemi che però siamo sempre riusciti a risolvere».

Cosa c’è nel domani di IRF Europa?
«Tra i progetti futuri dell’azienda c’è il completamento delle operazioni che possono essere svolte in un forno e, con l’aiuto di partner, la parte di costruzione volta a far nascere un reparto ad essa dedicato. Quest’ultima sarebbe un’operazione importante per i clienti che sono preoccupati e chiedono di iniziare a costruire forni per avere più scelta e più player sul mercato».

Negli ultimi anni il mercato di riferimento è in difficoltà, Marcelo Machado ci riferisce che non si riesce a comprendere quale sia il problema, se si vende semplicemente meno vetro oppure se la materia prima viene importata dall’estero. Di fatto c’è che i clienti investono poco. Inoltre, stanno nascendo altre realtà competitor che giocano sporco cercando di accaparrarsi personale già formato. Nonostante sia un settore complesso, IRF Europa cerca sempre di migliorarsi e fare ogni sforzo necessario per portare a termine le esigenze e i lavori che i clienti richiedono.

Guarda l’intervista televisiva su Business24tv