Dopo aver negato le pause umanitarie, Tel Aviv critica l’Onu. Per Hamas i morti sono 11.500
Niente pause umanitarie ma anzi allargamento delle operazioni a Gaza: Israele tira dritto sulla Striscia dove i morti ufficiali sono arrivati, secondo Hamas, a 11.500 palestinesi, fra cui 4.710 minori. Un bilancio difficile da chiudere, con decine di corpi disseminati per le strade della Striscia.
Secondo i media israeliani ci sarebbero però progressi su un accordo per la liberazione degli ostaggi di Hamas. Questa sera alle 20.30 si riunirà il gabinetto di guerra per fare il punto.
Intanto le principali società di telecomunicazioni di Gaza (Paltel e Jawwal) hanno riferito che nella Striscia sono stati interrotti tutti i servizi di telecomunicazione a causa di esaurimento delle fonti di energia.
Scontri in seno all’Onu
Israele ha infatti respinto la risoluzione del Consiglio Onu in cui si chiedono “pause umanitarie urgenti e prolungate e corridoi in tutta Gaza per un certo numero di giorni“, una richiesta definita “distaccata dalla realtà” finché Hamas deterrà gli ostaggi.
Di tutta risposta oggi il responsabile per i diritti umani delle Nazioni Unite, Volker Turk, ha chiesto un’inchiesta internazionale sulle violazioni del diritto umanitario nel conflitto, commesse da entrambi i lati: «chiunque le abbia commesse, richiedono indagini rigorose e piena responsabilità». Ancora, risponde Israele: il diritto internazionale “non è un patto suicida“.
Una decisione criticata anche da Biden che, di ritorno dall’incontro con Xi, afferma che è stato un errore occupare Gaza ma ricorda anche l’obiettivo dell’operazione militare di Israele, ossia rendere Hamas incapace di “fare cose orribili a quel Paese”.
Continuano le operazioni nell’ospedale Al Shifa
Intanto proseguono anche le operazioni militari nell’ospedale di Al Shifa, ritenuto un covo di Hamas. In corso operazioni “focalizzate” che interessano i vari edifici e piani. L’esercito ha assicurato di star agendo con “discrezione, pazienza e completezza“, nonostante all’interno del nosocomio ci siano ancora pazienti e personale sanitario. Finora sono state rinvenute “armi e materiale di intelligence, comprese informazioni relative agli attacchi di Hamas del 7 ottobre“.
Un testimone però smentisce le parole dell’esercito: il giornalista Khader ha riferito alla Bbc che i soldati “sono ovunque, sparano in tutte le direzioni” e hanno distrutto un muro dell’edificio e decine di automobili. La controparte rivendica di aver scoperto una rete di tunnel sotto il complesso ospedaliero.
Secondo l’Autorità Palestinese è l’intero sistema sanitario ad essere al tracollo, con 26 nosocomi chiusi e altri 9 solo parzialmente operativi. Nell’ospedale principale di al Shifa “non c’è né acqua né cibo né per i pazienti né per il personale“.
Secondo il portavoce in alcuni computer rinvenuti nell’ospedale sono state trovati foto e video degli ostaggi. A diffondere questa informazione è la Bbc che è entrata nell’ospedale ma non ha potuto verificare le immagini nei portatili.
Morte a Gaza
Nemmeno il sud di Gaza costituisce un rifugio per gli sfollati: l’esercito israeliano avrebbe dato ordine di evacuazione anche agli abitanti di Khuzaa, Bani Suheila e Karara, precedentemente considerate “zone sicure”.
La scorsa notte aerei israeliani hanno colpito anche la casa di Ismail Haniyeh, capo dell’Ufficio politico di Hamas ritenuta una “infrastruttura del terrore“. Secondo l’esercito “spesso ha ospitato riunioni dei leader di Hamas per dirigere atti terroristici contro civili e militari israeliani“. Colpiti anche degli obiettivi di Hezbollah nel sud del Libano, compreso un terrorista nell’area di Shlomi.
Scontri in Cisgiordania
Proseguono gli scontri in Cisgiordania. In un agguato all’ingresso di un tunnel nella zona di Betlemme, tre palestinesi armati sono stati colpiti dopo aver ferito 6 civili israeliani secondo quanto riporta il portavoce della polizia Eli Levy. Secondo i media i tre aggressori sono stati uccisi.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/ISRAEL DEFENCE FORCES