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Così il presidente Filippo Scianna in una nota stampa

L’Unione Buddhista Italiana esprime profonda preoccupazione per l’evolversi della crisi in Israele. La nostra più convinta vicinanza e un sentito cordoglio vanno a tutte le vittime e per le loro famiglie. Come buddhisti ci auguriamo che possa prevalere il dialogo e che emergano presto le condizioni per il ritorno alla pace e la fine della violenza“.

Troppi sono i rischi che corre il mondo intero. Ribadiamo la richiesta che le armi tacciano e che predomini il dialogo e la pace. Le religioni sono veicoli e strumento di pace e mai possono giustificare violenze, odio e guerra verso gli inermi“.

Con la forza della non violenza Unione Buddhista Italiana ribadisce il proprio intimo convincimento – espresso chiaramente nell’articolo 4 dell’Intesa sottoscritta da UBI con lo Stato italiano – riguardo l’uso delle armi in ogni circostanza. Un pensiero, quest’ultimo, che risponde ai più intimi valori buddhisti e che compone l’intimo convincimento di ognuno di noi”.

Filippo Scianna, Presidente Unione Buddhista Italiana.

Sin dalla sua fondazione nel 1985, l’Unione Buddhista Italiana (UBI) rappresenta il movimento buddhista nel suo insieme. Spinta da compassione, saggezza e rispetto per tutti gli esseri viventi, supporta progetti umanitari e sociali a sostegno delle persone più vulnerabili e lavora per l’affermazione della dignità e dei diritti umani in Italia e all’estero. 

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