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Impiegato negli impianti termoelettrici, per un totale di 2,17 miliardi di euro

Secondo quanto emerso da uno studio condotto sui 27 Stati dell’Ue dal Wwf e Greenhouse Gas Management Institute Ghgmi, l’Italia si piazza al primo posto per il Paese avente i maggiori costi sanitari impiegati, derivati dall’uso del gas naturale negli impianti termoelettrici, per un totale di 2,17 miliardi euro.

Solo nel 2019 sono morti 2864 persone per l’uso di energia, oltre a 15.000 mila casi di impatti respiratori su adulti e bimbi, superando i 4.100 ricoveri ospedalieri e più di cinque milioni di giorni lavorativi perduti a causa di malattie.

Le emissioni di metano hanno “un ruolo fondamentale per evitare l’innalzamento delle temperature“, per il Wwf, che è aumentato del 47% dall’epoca preindustriale, risultando uno dei gas-serra “più potente dell’anidride carbonica“, con un potenziale di riscaldamento globale superiore di 80 volte per unità di massa su una scala temporale di 20 anni, raggiungendo circa 17000 migliaia di tonnellate, pari al 12,9% in meno del valore registrato nel 1990.

I settori che forniscono il contributo più rilevante sono l’agricoltura con il 44,2%, la gestione dei rifiuti con il 37,9% e l’energia con il 17,9%.

«Cercheremo di fare in modo che il governo faccia la sua parte. Siamo molto preoccupati in questo momento rispetto al gas. Noi prevediamo nei vari decreti contratti per i rigassificatori fino al 2043, questo è un modo di prevedere il nostro futuro energetico molto discordante con gli impegni che abbiamo preso», ha dichiarato la responsabile Clima ed Energia del WWF Italia Mariagrazia Midulla.

di: Federico ANTONOPULO

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