L’esito dell’indagine dell’esercito britannico sulla morte della 19enne, avvenuta nel 2021
Sono stati pubblicati i risultati dell’indagine dell’esercito britannico sul caso di Jaysley Beck, la soldatessa 19enne morta suicida nel 2021 in un campo militare in Inghilterra. Dall’indagine emerge che Beck si sarebbe tolta la vita in seguito alle molestie da parte di un suo diretto superiore, di cui non è stata rivelata l’identità.
Il superiore avrebbe inviato a Beck migliaia di messaggi, oltre 3500, in due mesi e, stando all’indagine, è “quasi certo che questo sia stato un fattore causale” nel suicidio della 19enne, avvenuto a Camp Larkhill, a sud-ovest di Londra. Nel report si sottolinea che poco prima della morte, avvenuta nel dicembre 2021, la soldatessa della Royal Artillery visse “un intenso periodo di comportamenti indesiderati”.
«Sebbene questo comportamento sia terminato la settimana prima della sua morte, sembra che abbia continuato a influenzarla e abbia avuto un impatto significativo sulla sua capacità di recupero e sul suo benessere mentale» si legge nel documento.
Dalle indagini è emerso che a Beck non erano state diagnosticate patologie legate alla salute mentale e che non aveva cercato aiuto all’interno dell’esercito. Secondo gli investigatori, in questo potrebbe aver influito un lutto vissuto dalla 19enne, ipotesi, però, respinta dalla famiglia.
di: Francesca LASI
FOTO: PIXABAY (IMMAGINE DI REPERTORIO)