L’Enpa ha risollevato le polemiche sui concerti in spiaggia di Jovanotti scrivendo al Ministero della Transizione Ecologica
Non si arrestano le polemiche per il Jova Beach Party, il tour estivo di Jovanotti che fa tappa nelle spiagge italiane. Più che un semplice concerto, l’evento è una vera e propria festa in cui migliaia di partecipanti si radunano in alcuni dei litorali più belli della penisola.
A muovere battaglia contro la tournée sono le associazioni ambientaliste, preoccupate per i risvolti sugli habitat naturali invasi dalle feste.
Anche l’Enpa – Ente nazionale protezione animali ha scritto al Ministero per la Transizione Ecologica di Cingolani per chiedere il trasferimento del Jova Beach Party in ambienti urbani quali arene e stadi anziché su spiagge e aree naturali.
Nonostante Lorenzo Cherubini assicuri di aver adottato ogni tipo di soluzione a tutela dell’ambiente, non sono poche le proteste per questi “carrozzoni” che portano inquinamento acustico e affollamento negli habitat naturali di centinaia di specie, anche protette.
Non basterebbe, insomma, ripulire dalle cartacce la spiaggia per tutelarne la biodiversità: l’impatto ambientale di questi eventi costituirebbero un serio rischio alla salvaguardia dell’ambiente marino e della sua flora e fauna.
«Passa il messaggio che la spiaggia sia il nostro salotto di casa dove il massimo che posso intendere è tenerla pulita dalle mie cartacce. Non è così – spiega l’ambientalista Francesca Santarella a Radio Capital – la spiaggia è ricchissima e per chi vuole conoscerla, se vengono veicolati i giusti messaggi, si scoprono tante cose molto belle. Non vogliamo che i nostri luoghi vengano semplificati come può essere nell’approccio di un centro commerciale, non può essere l’approccio per il nostro futuro».
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA / MICHELE LUGARESI MAIKID – Goigest Press Office handout