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Nuove esplosioni di droni kamikaze fanno tremare Kiev. La giornalista dissidente Ovsyannikova è fuggita dai domiciliari, si troverebbe in Europa

La giornalista russa dissidente Marina Ovsyannikova, finita nell’occhio del ciclone per aver protestato in diretta contro la guerra esponendo un cartello nella tv di Stato russa, è scappata dal Paese. Lo ha annunciato il suo avvocato, secondo cui Ovsyannikova sarbebe fuggita dai domiciliari cui si trova da luglio.

La reporter era stata arrestata per aver violato la legge che punisce la divulgazione di false informazioni sulle forze armate del Paese. La pena massima prevista è di 15 anni.

Oggi la Farnesina ha confermato la notizia della morte di Elia Putzolu, 28enne di origine sarde e foreign fighter italiano che combatteva nelle fila dei russi. Secondo i media sarebbe stato ucciso in combattimento.

Il Ministero degli Esteri ha anche “fortemente raccomandato” agli italiani presenti nel Paese di “utilizzare i mezzi tuttora disponibili, inclusi i treni, per lasciare il Paese, negli orari in cui non è in vigore il coprifuoco“. Una raccomandazione particolarmente valida per “la parte orientale e meridionale dell’Ucraina, in ragione dell’intensificarsi delle attività militari in quelle aree“.

Scambio di prigionieri con Mosca

Il leader dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk Denis Pushilin ha annunciato un nuovo scambio di prigionieri: 110 ucraini, in prevalenza donne, saranno liberati in cambio di 80 marinai civili e 30 militari russi.

Bollettino di guerra dal campo

Kiev è tornata nel mirino dell’offensiva russa: nelle ultime ore la Capitale è di nuovo sotto il fuoco nemico. Da questa mattina una serie di esplosioni “attacchi di droni kamikaze” hanno scosso il distretto di Shevchenkiv, nel centro di Kiev.

Secondo un corrispondente si è trattato di almeno 9 esplosioni; un drone iraniano ha colpito anche un palazzo residenziale di 9 piani e pannelli di fumo si sono sollevati dall’ufficio centrale della compagnia energetica nazionale ucraina Ukrenergo.

Altre esplosioni questa mattina si sono udite anche a Odessa, poco dopo l’attivazione del sistema di allerta aerea, oltre che nella regione di Zaporizhzhia. Qui, Energoatom ha reso noto di aver nuovamente interrotto l’approvvigionamento energetico esterno alla centrale nucleare di Zaporizhzhia a causa dei bombardamenti russi.

La centrale nucleare di Zaporizhzhia ha nuovamente interrotto l’approvvigionamento energetico esterno a causa dei bombardamenti russi. Lo ha scritto su Telegram Energoatom, l’operatore ucraino che gestisce la centrale, come riportano i media internazionali. “I terroristi russi hanno sparato ancora una volta contro le stazioni elettriche nel territorio sotto il controllo dell’Ucraina, l’ultima linea di alimentazione è stata disconnessa. Nel processo di transizione, a causa di una caduta di tensione di breve durata, è stato spento il trasformatore di riserva e sono stati avviati i generatori diesel”, ha affermato Energoatom.

Dal Consiglio Affari Esteri dell’Unione Europea è arrivato il via libera per la missione di addestramento di 15mila soldati ucraini. Borrell ha spiegato che la missione “sarà schierata nei Paesi vicini all’Ucraina e la Polonia è certamente uno di questi“.

A seguire ha avvertito l’Iran sull’uso dei droni dati alla Russia. «Stiamo seguendo con attenzione la questione della presunta fornitura a Mosca da parte dell’Iran: stiamo raccogliendo le prove e siamo pronti a reagire con i mezzi a nostra disposizione».

di: Marianna MANCINI

aggiornamento: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/FORZE ARMATE UCRAINA