MILITARI UCRAINA

Istruttori iraniani starebbero lavorando da una base militare russa per l’invio di droni kamikaze sull’Ucraina. Zelensky: “non aiuteranno la Russia”

Il presidente russo Vladimir Putin ha istituito tramite un decreto firmato oggi 19 ottobre la legge marziale nelle quattro Regioni ucraine che la Russia ha annesso illegalmente, Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson.

Il leader del Cremlino è intervenuto anche sulle 8 regioni confinanti con l’Ucraina emettendo un decreto che limita i movimenti all’interno e verso l’esterno. Le misure si applicano alle regioni meridionali di Krasnodar, Belgorod, Bryansk, Voronezh, Kursk e Rostov e ai territori di Crimea e Sebastopoli.

Putin si è poi scagliato contro Kiev, dichiarando che “il regime respinge ogni proposta di trattativa“, secondo quanto riporta Interfax. “Al contrario, continuano i bombardamenti. Persone innocenti stanno morendo”.

Gli Stati Uniti hanno visto questa decisione come un “tattica disperata“, secondo il vice portavoce del dipartimento di Stato Vedant Pater “non dovrebbe essere una sorpresa per nessuno che la Russia stia ricorrendo a tattiche disperate per tentare di rafforzare il controllo in quelle aree“.

Stati Uniti e Gran Bretagna, alleati dell’Ucraina nel conflitto contro la Russia, continueranno a fornire armi e assistenza alla sicurezza alle forze di Kiev. A confermare l’impegno sono il consigliere per la sicurezza nazionale Usa, Jake Sullivan, e il Segretario per la Difesa britannico, Ben Wallace, durante un incontro. Al contrario, il ministro della difesa israeliana, Benny Gantz, ha annunciato che da Israele non verranno più mandate armi in Ucraina.

Intanto l’intelligence statunitense rivela l’origine dei droni kamikaze che si sono abbattuti sulle città ucraine. «L’Iran ha inviato addestratori in Crimea per aiutare i russi a gestire la flotta di droni Shahed-136 che Mosca ha acquistato da Teheran», riporta il New York Times citando alti funzionari Usa. Gli addestratori iraniani, parte del corpo dell’esercito iraniano delle Guardie Rivoluzionarie islamiche, bollato dagli Stati Uniti come organizzazione terroristica, starebbero operando da una base militare russa.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, tuttavia, ha sottolineato che “i droni iraniani non aiuteranno la Russia” e non saranno fonte di salvezza dalla “bancarotta militare e politica del Cremlino“. L’esercito di Kiev, invece, ha reso noto che da metà settembre le forze ucraine hanno abbattuto 223 droni kamikaze di fabbricazione iraniana lanciati dai russi.

Intanto Mosca guarda a Roma e, in particolare, al nuovo Esecutivo. L’ambasciatore russo in Italia, Sergey Razov, ha riferito che non si aspetta un cambio di rotta sull’atteggiamento dell’Italia nei confronti della guerra in Ucraina. «Finora è stata delineata una linea per la continuazione del sostegno all’Ucraina e il rispetto delle sanzioni anti-russe e durante la telefonata del 4 ottobre tra Meloni e Zelensky è stata confermata l’intenzione di continuare il sostegno globale al regime di Kiev», ha dichiarato Razov.

Un pensiero verso l’Ucraina anche dal Papa durante l’udienza generale: «ritorniamo col pensiero alla martoriata Ucraina e preghiamo per l’Ucraina. Per le cose brutte che stanno succedendo lì, per le torture, le morti, la distruzione».

Mosca potrebbe mettere fine alla sua presenza diplomatica nei Paesi occidentali. «Non ha senso. Il nostro personale lavora in condizioni che difficilmente possono essere definite umane. Vengono creati problemi continui, minacce di attacchi fisici», ha detto il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov.

La Chiesa russa si espande in Norvegia

Secondo quanto riporta il quotidiano Dagbladet, citato dai media ucraini e ribattuto da Ansa, la chiesa ortodossa russa ha acquisito diverse proprietà in Norvegia, vicino alle basi militari.

Nello specifico una di queste è la vecchia casa di preghiera a Sereida (comune di Bergen) che domina Haakonsvern, dove si trova la base principale della Royal Norwegian Navy, la più grande base navale dei Paesi nordici.

Una vicinanza che impensierisce e che potrebbe “essere un problema”, come rivela un esperto di sicurezza, Alfa Sefland Winge, perché gli edifici “potrebbero essere utilizzati per scopi diversi da quelli religiosi”: «si possono interrompere segnali o intercettarli, da quelle posizioni si possono controllare droni o offrire alloggi alle persone che mappano l’area. C’è una vasta gamma di attività geodetiche e possibili violazioni che possono essere eseguite», ha chiarito.

Premio Sacharov al popolo ucraino

L’Eurocamera ha assegnato al popolo ucraino e ai suoi rappresentanti eletti il Premio Sacharov 2022 per la libertà di pensiero. La consegna dell’onorificenza avverrà il 14 dicembre a Strasburgo. Lo annuncia il Parlamento europeo dopo la decisione presa durante la Conferenza dei presidenti dell’Eurocamera sottolineando che con l’assegnazione del premio, “vengono evidenziati gli sforzi del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, insieme al ruolo di singoli individui, di rappresentanti della società civile e di istituzioni statali e pubbliche“. «Tra le persone menzionate, oltre al presidente, anche la rappresentante dei servizi di emergenza dello Stato ucraino, Yulia Pajevska, fondatrice dell’unità medica di evacuazione Angeli di Taira, Oleksandra Matviychuk, avvocatessa per i diritti umani e presidente dell’organizzazione Centro per le libertà civili, il Movimento di resistenza civile Nastro giallo e Ivan Fedorov, sindaco della città ucraina di Melitopol, attualmente sotto occupazione russa», si legge in una nota del Parlamento europeo.

Al fronte

Le sirene antiaeree hanno iniziato a suonare in quasi tutta l’Ucraina, nelle regioni di Kiev, Odessa, Le sirene stanno risuonando anche a Mykolaiv e Poltava, Chernihiv, Zaporozhzhia, Kirovograd e Cherkasy. Il consigliere del capo dell’amministrazione militare regionale di Odessa, Sergei Bratchuk, ha invitato tutti a trovare riparo nei rifugi.

A Kherson i filorussi hanno annunciato che evacueranno circa 50.000-60.000 entro una settimana sulla riva sinistra del fiume Dnepr. Secondo le autorità della regione presto i russi lanceranno un grande attacco proprio su questa zona; secondo il comandante del Gruppo Integrato di Forze Armate russe in Ucraina, il generale Sergey Surovikin, invece, Kiev sta preparando un massiccio attacco missilistico contro la diga della centrale idroelettrica di Kakhovka.

A tal proposito il vice capo dell’amministrazione regionale filorussa Kirill Stremousov, citato dall’agenzia Interfax, ha detto che le Forze armate ucraine “hanno iniziato un’offensiva in direzione di Novaya Kamenka-Berislav nella regione di Kherson“. Sul campo ci sono “fino a due battaglioni di fanteria della 128ma brigata d’assalto e un battaglione di carri armati della 17ma brigata” mentre “i preparativi hanno preceduto l’attacco offensivo. Ci sono molti droni ucraini a raggio intermedio e un aereo da ricognizione“. 

di: Alessia MALCAUS

aggiornamenti: Micaela FERRARO

FOTO: IMAGOECONOMICA