Il rialzo di un quarto di punto, segue la Fed
Dopo la Fed, anche la Banca Centrale Europea torna ad alzare i tassi di un quarto di punto al 4,25%. Il tasso sui depositi va al 3,75% e quello sui prestiti marginali al 4,50%.
Nel comunicato al termine della riunione nel quale i nuovi rialzi sono stati stabiliti, si legge: “l’inflazione continua a scendere ma ci aspettiamo che resti ancora troppo alta per troppo tempo. Le decisioni future del Consiglio direttivo assicureranno che i tassi siano a livello sufficientemente restrittivo per tutto il tempo necessario in modo da raggiungere il target di inflazione al 2%. Il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio dipendente dai dati per determinare il livello appropriato dei tassi e la durata della restrizione monetaria”.
Dalla Bce spiegano che il calo proseguirà nel 2023: “Gli sviluppi dall’ultima riunione supportano le aspettative che l’inflazione calerà ancora nel corso dell’anno, ma resterà sopra il target per un periodo esteso e in particolare l’inflazione di fondo resta alta. Le condizioni del credito si sono ulteriormente ristrette e rallentano la domanda, un fattore importante per riportare l’inflazione al target”.
Scontento del vicepremier e ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani secondo il quale “è un errore continuare ad alzare i tassi di interesse – come ha detto in un’intervista ad Affaritaliani. – Si danneggiano imprese e famiglie e si rischia la recessione. Non solo, si fanno anche alzare i mutui”.
di: Micaela FERRARO
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