La giunta militare ha annunciato di aver mandato in fumo due tonnellate di eroina e 630 milioni di pasticche di metanfetamina
Le autorità della Birmania hanno annunciato di aver bruciato un quantitativo di droga dal valore di mezzo miliardo di dollari. Precisamente a Yangon sarebbero andate in fumo quasi due tonnellate di eroina e 630 milioni di pastiglie di metanfetamina.
La decisione sarebbe stata presa dopo l’allarme delle Nazioni Unite, secondo cui la produzione di metanfetamine nella regione stava raggiungendo livelli da record.
Gli esperti rimangono però scettici sul gesto che sembra essere più uno specchietto per le allodole della giunta militare che non un concreto impegno contro la piaga. L’analista indipendente David Mathieson parla addirittura di “complicità militare attiva per proteggere la produzione di droga su larga scala“.
Lo scorso anno nell’Est e nel Sud-Est asiatico sono state sequestrate un miliardo di pillole di metanfetamina, la cui principale “fonte” di produzione sarebbe lo Stato di Shan nel Nord del Paese; lo riferiscono le Nazioni Unite che parlano anche del sequestro di 79 tonnellate di crystal meth.
La produzione di queste sostanze sta raggiungendo livelli senza precedenti e il colpo di Stato del 2021 che ha imposto una giunta militare al potere paralizzando l’economia non ha fatto che incentivare il traffico illegale di stupefacenti.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/NARONG SANGNAK