cina lockdown

Il nuovo record di contagi registrato oggi dall’inizio della pandemia fa chiudere interi distretti. Proteste a Foxconn, il primo impianto mondiale nella produzione di iPhone

31.454 casi domestici: tanto basta per segnare il nuovo record assoluto di contagi in Cina dall’inizio della pandemia. Il Paese, alle prese con una recrudescenza del virus che non rallenta la sua circolazione, ha messo in campo test di massa, restrizioni ai movimenti e blocchi improvvisi ma, di fronte a questo nuovo dato, che peraltro annovera al suo interno 27.517 asintomatici, si muove verso nuove chiusure.

Il National Health Bureau ha aggiornato anche il bilancio dei morti con cinque nuove vittime, le prime in tutta la Cina da aprile. Un segnale che ha fatto scattare un nuovo allarme per il Dragone, da sempre impegnato nella strategia “zero covid” nonostante il moltiplicarsi delle varianti renda questo tipo di approccio praticamente impossibile da mantenere con i controlli a tappeto e le chiusure forzate.

A finire in lockdown questa volta è anche Pechino dove sono stati chiusi i quartieri centrali di Haidian e Chaoyang (circa 7 milioni di persone in totale), mentre nelle altre aree della Capitale chiudono moltissimi luoghi pubblici e attività commerciali.

In lockdown anche Zhengzhou, capoluogo dell’Henan, dove sono stati chiusi diversi distretti. Le chiusure stanno alimentando anche diverse proteste in un Paese esasperato dai rigidi controlli, come quelle esplose ieri nel maxi complesso di Foxconn, la più grande fabbrica di iPhone del mondo che assembla il 70% di tutti gli smartphone Apple.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/MARK R. CRISTINO