Missouri e Texas hanno già dichiarato illegale l’interruzione di gravidanza. Al contrario, California, Oregon e Washington si impegnano a difendere l’accesso all’aborto
Con la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di abolire la storica sentenza sul diritto all’aborto, la palla passa ora ai singoli Stati, che potranno applicare le loro leggi. L’interruzione di gravidanza potrebbe essere vietata in 22 Stati che hanno varato le cosiddette “trigger laws”, “leggi grilletto”, che non sono immediatamente applicabili ma possono ottenere l’applicabilità in caso di cambiamenti chiave a livello legislativo: in alcuni casi possono entrare in vigore subito dopo il rovesciamento di una sentenza.
È già accaduto in Missouri: il governatore repubblicano, Mike Parson, ha già firmato la legge che innesca il divieto di aborto elettivo nello Stato.
Il Texas segue la stessa linea: il procuratore generale dello Stato Ken Paxton ha affermato che l’interruzione volontaria di gravidanza è illegale con effetto immediato, sottolineando che le strutture che offrono questo servizio possono essere considerate “responsabili penalmente a partire da oggi”.
Al contrario, California, Oregon e Washington si impegnano a difendere il diritto all’aborto. «I governatori di California, Oregon e Washington hanno emesso oggi un impegno Multi-Stato per difendere l’accesso alla sanità riproduttiva, compreso l’aborto e i sistemi contraccettivi – si legge in una nota – e si sono impegnati a proteggere pazienti e medici contro gli sforzi di altri stati di esportare i loro bandi all’interruzione di gravidanza nei nostri stati».
Si attende di sapere cosa accadrà in altri 12 Stati- Arkansas, Idaho, Mississippi, North Dakota, Kentucky, Louisiana, Oklahoma, South Dakota, Tennessee, Utah and Wyoming – le cui leggi prevedono che il divieto entri in vigore praticamente in modo immediato.
In altri Stati – Georgia, Idaho, Iowa, Michigan, South Carolina, Texas, West Virginia, Alabama e Ohio – sono state emanate leggi per limitare il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza, ma non entrerebbero in vigore subito.
Secondo Greer Donley, docente di salute riproduttiva alla University of Pittsburgh Law School, la decisione della Corte provocherà “un caos immediato totale” per le pazienti e per i medici.
Bethany Van Kampen Saravia del gruppo pro-choice Ipas ha sottolineato come la sentenza della Supreme Court metta in pericolo la vita di migliaia di donne che saranno costrette “nella situazione impossibile di fare lunghissimi viaggi o essere costrette a portare a termine gravidanze indesiderate”.
di: Francesca LASI
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