cimici

Secondo un report dell’Anses le case d’Oltralpe sono infestate dalle cimici

Un report dell’Anses, l’Agenzia nazionale di sicurezza sanitaria dell’alimentazione, dell’ambiente e del lavoro dimostra come le abitazioni dei francesi siano attanagliate dalle cimici. Secondo i dati presentati tra il 2017 e il 2022 almeno l’11% dei nuclei familiari francesi è dovuto ricorrere a una disinfestazione.

E il costo di gestione di questi piccoli animali diventa sempre più gravoso per le famiglie ma anche per lo Stato. L’Agenzia ha quindi istituito un gruppo di lavoro dedicato alle cimici e realizzato indagini a tappeto con i sondaggi Ipsos.

I piccoli insetti che sono degli ectoparassiti ematofagi vengono trasportati in vestiti e bagagli vivendo nascondendosi, spesso, nei materassi, le femmine sono in grado di deporre, per tutta la loro vita adulta, circa cinque uova al giorno.

Nelle 300 pagine del rapporto vengono analizzati anche i lati socio-sanitari e socio-economici legati a questi insetti, il primo luogo comune che il rapporto ha sfatato è quello che la casa di chiunque potenzialmente possa essere infestata, e non solo di chi ha una scarsa igiene. Karine Fiore, vicedirettore delle scienze sociali, economiche e sociali dell’Anses, ha spiegato infatti che “è un fenomeno totalmente indipendente dall’ambiente sociale“, a livello economico il problema è che l’infestazione possa essere anche molto costosa e le persone con i redditi più bassi non possano permettersi di spendere fino a 866 euro (prezzo medio per nucleo familiare) e per evitare la stigmatizzazione molte persone non ne parlano, ma ciò che è fondamentale nella lotta alle cimici è la celerità per evitare che gli insetti si moltiplichino a dismisura.

Per questo l’Anses ha chiesto che venga istituito un meccanismo di segnalazione obbligatoria per i casi di infestazione e che venga dato un aiuto economico alle famiglie impossibilitate a una disinfestazione. Secondo i dati del report in media tra il 2017 e il 2022 i francesi hanno speso 230 milioni di euro, per un totale di 1,4 miliardi. L’Agenzia quindi sostiene che “qualsiasi politica volta a fermare la proliferazione dell’infestazione in Francia, per quanto costosa possa essere, deve essere giudicata in base ai benefici che se ne possono trarre a lungo termine“.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: PIXABAY