ANSA/CARABINIERI DIA

La maestra vicina a Messina Denaro, Valditara incontra Turano

Il boss di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro ha rinunciato a comparire al processo per le stragi di Capaci e via d’Amelio, davanti alla Corte d’assise d’Appello di Caltanissetta, nell’aula bunker del carcere Malaspina.

La corte aveva predisposto il collegamento con il carcere de L’Aquila dove Messina Denaro è detenuto.

Intanto arriva un nuovo cambio per la difesa. Come difensore d’ufficio per Messina Denaro era stato nominato l’avvocato Calogero Montante ma l’uomo ha chiesto e ottenuto di essere dispensato dall’incarico per motivi di salute. Montante già al momento dell’assegnazione della nomina aveva sostenuto di essere incompatibile con l’incarico, poiché in passato era stato difensore d’ufficio del falso pentito Vincenzo Scarantino sia nel Borsellino quater che in appello. Circa 10 giorni fa inoltre aveva denunciato alla polizia di essere stato oggetto di minacce di morte. Infine, ha presentato un certificato medico di malattia con una prognosi di almeno un mese per un intervento chirurgico al quale è stato sottoposto.

Il Tribunale ha quindi nominato nuovo difensore d’ufficio l’avvocato Adriana Vella che ha chiesto un termine a difesa al fine di studiare il fascicolo. L’udienza del processo è stata quindi rinviata al 25 maggio, alle ore 9.30, sempre nell’aula bunker del carcere Malaspina di Caltanissetta.

Valditara incontra Turano

Il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, e l’assessore all’Istruzione in Sicilia, Mimmo Turano, si sono incontrati oggi, 23 marzo, a Roma. Al centro del bilaterale il caso di Laura Bonafede, la maestra sospesa per 10 giorni dall’Istituto Capuana-Pardo di Castelvetrano perché ritenuta vicina a Matteo Messina Denaro.

Dalle perquisizioni e dalle indagini è emerso che Laura Bonafede, figlia del boss Leonardo, ha incontrato Matteo Messina Denaro in un supermercato durante la sua latitanza e dal rinvenimento di lettere e pizzini risulta una corrispondenza tra i due. Laura Bonafede è quindi indagata dalla Dda di Palermo. La sospensione di 10 giorni dalla scuola era stata adottata “in considerazione della vasta eco mediatica suscitata dal presunto legame dell’insegnante con il boss mafioso Matteo Messina Denaro e al fine di tutelare l’immagine della scuola e di garantire il sereno svolgimento dell’attività scolastica” dal dirigente scolastico Vania Stallone.

L’esito dell’incontro è stata una estensione della sospensione cautelare nei confronti di Bonafede.

Durante l’incontro è stato comunicato che l’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia ha convalidato il provvedimento di sospensione cautelare – esteso fino alla definizione del procedimento penale – e che è stato attivato un procedimento disciplinare volto ad accertare ogni ulteriore elemento per valutare la condotta della docente.

di: Flavia DELL’ERTOLE

aggiornamenti: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/CARABINIERI DIA