La folla assalta il palazzo del governatore per protesta contro povertà e caro vita, immediata la repressione del regime

Ciò che è successo oggi a Sweida è singolare, pure in una Siria straziata e dilaniata da una guerra civile ancora inconclusa dal 2016 e da tensioni religiose ed etniche. Oggi infatti decine di persone hanno assaltato e saccheggiato l’ufficio del governatore provinciale a Sweida, nel sud della Siria, accusando il presidente Bashar al Assad di essere responsabile dell’aumento dei prezzi e del generale peggioramento delle condizioni economiche in Siria. Negli scontri intercorsi tra manifestanti e polizia che ha cercato di rompere l’assedio al palazzo, sono morte due persone: un poliziotto e un manifestante. Altre sette sono rimaste ferite.

Due sono le cose che rendono questa protesta “strana”. Anzitutto Sweida si trova nei territori siriani ancora controllati dallo stato centrale, cioè dal governo di Assad. In una Siria frammentata come un arcipelago di diverse realtà locali, più o meno pericolose, è quanto meno singolare che la manifestazione sia nata in quella dove le proteste anti governative sono meno tollerate. Inoltre Sweida si trova in una zona di fortissima presenza drusa, una minoranza – da alcuni rami dell’Islam considerata quasi eretica- musulmana, che finora era rimasta completamente estranea al conflitto (salvo subirne le conseguenze in quanto popolazione civile).

di: Caterina MAGGI

FOTO: PIXABAY