Le temperature altissime e le scarse precipitazioni non riguardano solo l’Italia ma stanno mettendo in ginocchio anche Spagna, Francia e Regno Unito
Il caldo anomalo di questi giorni non è una piccola parentesi insolita: «quello a cui assistiamo è un assaggio di futuro: le ondate di caldo iniziano prima e stanno diventando più frequenti e più gravi a causa delle concentrazioni record di gas serra che intrappolano il calore» spiega la World Metereological Organization.
Le ondate di calore ma anche i fenomeni atmosferici insoliti che si registrano in questi giorni in Europa sono dovuti in particolare a un anticiclone africano, mentre temperature altissime e scarse precipitazioni stanno mettendo in ginocchio anche gli Usa, alle prese con i primi provvedimenti per ridurre lo spreco d’acqua.
Per quanto riguarda la situazione in Italia, mentre la Protezione civile è al lavoro insieme al Governo per emanare uno stato d’emergenza contenente misure “concrete”, fioccano le iniziative degli enti locali, regionali e comunali.
A partire dalla Puglia dove il presidente Michele Emiliano ha vietato i lavori più pesanti, come quelli agricoli, nella fascia oraria dalle 12.30 alle 16, fino al 31 agosto. A Milano il sindaco Sala ha chiuso le iconiche fontane del centro, da quella di San Babila al Castello Sforzesco.
In altri comuni le iniziative sono ancora più concrete, come a Castenaso nel bolognese dove il sindaco ha vietato a parrucchieri e barbieri il secondo lavaggio della testa oltre al risciacquo. Nel frattempo l’Osservatorio sul Po, riunitosi oggi, ha reso noto un nuovo record del cuneo salino, ossia l’avanzamento del mare nel delta del fiume, che ha raggiunto i 30 km.
Nonostante sia stato richiesto settimane fa, il prelievo non è stato ancora ridotto e con le portate ai minimi storici, le temperature altissime e le piogge ancora assenti o insufficienti “il problema è rimandato solo di 10 giorni se non si rispetteranno le misure decise“. L’Osservatorio aveva chiesto la riduzione di prelievo idrico del 20% sulle acque disponibili.
Come abbiamo detto l’emergenza riguarda tutta l’Europa. In Francia ad esempio a Parigi le temperature hanno toccato quota 39 gradi, a Bordeaux 43, tanto che sono stati sospesi concerti e incontri pubblici. La rete elettrica è stata costretta a importare energia dai Paesi vicini.
Anche in Gran Bretagna le temperature sono ben oltre la media stagionale, con punte che hanno raggiunto i 33 gradi per più giorni e Londra che ha emesso un allarme sanitario per il calore di tipo tre.
La situazione non è migliore in Spagna dove nel sud si sono già raggiunti i 45 gradi con il 25% in meno delle precipitazioni primaverili. Il caldo alza anche il rischio incendi: fra maggio e giugno in Catalogna i roghi hanno distrutto almeno 20mila ettari di bosco.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/ANGELO CARCONI