Il presidente del Senato spinge anche per una riflessione sul bicameralismo
Questa mattina il presidente del Senato Ignazio La Russa ha incontrato la stampa parlamentare per il tradizionale appuntamento pre-natalizio. Con l’occasione La Russa ha espresso un desiderio “per il tempo in cui mi toccherà svolgere questo importantissimo ruolo“, ossia la “pacificazione“: «nessuno mi venga a dire che non ce ne è bisogno in Italia, siamo ancora in qualche modo in un interminabile dopoguerra per alcuni momenti della vita pubblica – commenta il presidente. – C’è ancora un’Italia non sempre pacificata pur nelle inevitabili e doverose e profonde differenze di pensiero che può avere uno dall’altro. Se riuscissimo a fare un piccolo passo in avanti sul grado di accettazione del pensiero altrui che sia rispettoso delle leggi, della Costituzione, ma che possa anche essere diverso dal nostro, sarei felice».
Cortei del 25 aprile? “meglio mazzi di fiori sulle statue dei partigiani”
Il tema dell’antifascismo tocca anche la questione del 25 aprile. Facendo eco alle dichiarazioni che già qualche settimana fa avevano scatenato polemiche, La Russa si chiede: «vi immaginate cosa succederebbe se io andassi in un corteo come quello dove hanno spintonato il padre di Letizia Moratti o contestato la Brigata ebraica? Come celebrerò il 25 aprile allora? L’ho già fatto: sono andato al cimitero di Milano dove c’è una statua marmorea dedicata ai partigiani, ci sono andato da ministro della Difesa a portare un enorme mazzo di fiori, un omaggio a chi ha dato la vita per la libertà».
Il presidente commenta anche la Manovra cui si lavora a ritmi serratissimi per arrivare alla legge di Bilancio entro il 31 dicembre. «L’esercizio provvisorio va evitato – dice La Russa alla stampa. – Non è qualcosa che danneggia il Governo o una parte politica. Sarebbe un danno per l’immagine dell’Italia, penso non avverrà ma sarebbe un danno per l’Italia e ci sono momento in cui maggioranza e opposizione devono avere come stella polare il bene dell’Italia».
Sul bicameralismo: “interroghiamoci sulla doppia lettura”
A proposito del fatto che da anni la legge di Bilancio è frutto del dibattito prima alla Camera e poi solo in via residuale al Senato, La Russa rilancia anche una “legge costituzionale in cui si dice c’è il bicameralismo ad eccezione della legge finanziaria, è più serio piuttosto che farla rimbalzare tra Camera e Senato, offrendo a chi tocca la seconda lettura l’occasione per saltare un pezzo di vacanze“.
«Io credo che prima o poi la seconda parte della Costituzione si possa e debba toccare anche il modo in cui il bicameralismo è inteso – spiega ancora. – Senza arrivare al monocameralismo ci si dovrebbe interrogare su come migliorare questa doppia lettura».
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/FABIO FRUSTACI