Mosca testa il missile balistico Bulava. Il Papa: “si avviino negoziati di pace”
Il presidente turco Erdogan ha annunciato di aver trovato con Putin un accordo per mandare grano gratuitamente ai Paesi che ne hanno maggiormente bisogno, soprattutto in Africa. “Abbiamo trovato un’intesa su come utilizzare maggiormente il corridoio nel Mar Nero” dove passano le navi che trasportano grano, ha detto Erdogan, lanciando un appello al G20 affinché le esportazioni raggiungano i Paesi meno sviluppati.
Intanto Putin fa sapere che il numero dei russi mobilitati per partecipare all’operazione speciale militare in Ucraina ha raggiunto le 318mila reclute. Non solo: il leader del Cremlino firma una legge che permette l’arruolamento anche ai detenuti che hanno commesso reati gravi.
Le campagne di reclutamento si sono già svolte nelle colonie penali di numerose città russe, tra cui San Pietroburgo, Tver, Ryazan
Al fronte
Inaspettatamente, mentre Kherson si prepara da giorni all’ultima battaglia, la Russia si trova di fronte a una nuova battuta d’arresto e arretra dalla città.
Un funzionario dell’amministrazione filorussa ha spiegato che è probabile che Mosca ritiri le sue truppe dalla riva occidentale del fiume Dnepr, nella regione di meridionale di Kherson. Una previsione che – se confermata – sarebbe un punto di svolta importante nella guerra.
Il ministero della Difesa russo ha rilasciato un video che mostra uno scambio di prigionieri con l’Ucraina, avvenuto in un luogo sconosciuto. Denis Pushilin, capo regionale ad interim nominato da Mosca, ha dichiarato che ciascuna parte avrebbe restituito 107 membri del personale militare, di cui 65 rilasciati dall’Ucraina provenienti dalle regioni di Donetsk e Luhansk. Il presidente russo Vladimir Putin ha ribadito l’esigenza di evacuare i civili dalle zone di combattimento nella regione ucraina di Kherson.
Nel frattempo dal sottomarino Generalissimo Suvorov, Mosca ha testato con successo il missile balistico Bulava, lanciato dalle acque del Mar Bianco per raggiungere il suo obiettivo nella penisola della Kamchatka, dopo aver sorvolato gran parte del territorio russo.
Da Kiev, il presidente Volodymyr Zelensky nel suo consueto discorso giornaliero al Paese ha chiesto di imporre sanzioni informatiche contro la Russia: «un importante documento è stato preparato e pubblicato oggi da un gruppo internazionale di esperti che lavorano sotto la guida di Michael Mcfaul e Andriy Yermak. Si tratta di un documento sulle sanzioni assolutamente necessarie contro la Russia in ambito informatico. È questo che può davvero indebolire il potenziale dell’aggressività russa. L’informatica è utilizzata per il terrore dei missili e dei droni, per la produzione di attrezzature militari, per gli attacchi informatici e per la diffusione della disinformazione. In altre parole, è uno dei pilastri della guerra russa contro l’Ucraina e la libertà nel mondo intero».
Il Papa, dal Barhein, chiede ancora una una volta che si avviino seri negoziati di pace tra Russia e Ucraina. «Rivolgo a tutti il mio accorato appello perché si ponga fine alla guerra in Ucraina e si avviino seri negoziati di pace. Dopo due tremende guerre mondiali, dopo una guerra fredda che per decenni ha tenuto il mondo con il fiato sospeso, tra tanti disastrosi conflitti in ogni parte del globo, tra toni di accusa, minacce e condanne, ci troviamo ancora in bilico sull’orlo di un fragile equilibrio e non vogliamo sprofondare».
Anche il presidente cinese Xi Jinping ha lanciato un appello per impedire un’ulteriore escalation della guerra, invitando la comunità internazionale a “rifiutare l’uso e la minaccia delle armi nucleari” per prevenire una “crisi nel continente eurasiatico”.
In Italia, secondo Guido Crosetto per porre fine alla guerra serve un accordo che tuteli i diritti degli aggrediti.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA/SERGEI BOBYLEV/SPUTNIK/KREMLIN P