Medvedev minaccia l’Occidente: “produrremo armi più potenti”, nuovi raid con droni iraniani lasciano al buio Odessa
La Gran Bretagna tenta di distendere i toni dopo le parole del vice capo del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev. «È assolutamente necessario che ci sia un’assunzione di responsabilità e ciò significa i soldati sul campo che stanno perpetrando queste atrocità, fino ad arrivare ai vertici. Ci deve essere un’assunzione di responsabilità, anche per Vladimir Putin» ha dichiarato il ministro degli Esteri britannico, James Cleverly, nel corso di un’intervista alla Bbc.
«Abbiamo appoggiato la Corte penale internazionale – ha aggiunto il ministro – ma riconosciamo che ci possono essere altri strumenti e lavoreremo con i nostri amici, compresi gli ucraini, nella comunità internazionale per valutare come potrebbe essere un quadro efficace di assunzione di responsabilità».
Mantiene lo sguardo volto verso i negoziati anche il presidente turco Erdogan che oggi ha avuto una unga conversazione telefonica con Putin nella quale ha ribadito la speranza per una risoluzione rapida della crisi ucraina.
Medvedev: “se l’Occidente continua così, produrremo armi più potenti”
Su Telegram intanto il vice capo del Consiglio di sicurezza nazionale, Dmitry Medvedev, come riporta anche l’agenzia di stampa Tass, è tornato a minacciare l’Occidente di ritorsioni, annunciando la produzione di armi ancora più potenti pe contrastare l’alleanza atlantica alle spalle del premier ucraino Zelensky. “Il nostro nemico è trincerato in Europa, Nord America, Giappone, Australia, Nuova Zelanda e in un gran numero di altri luoghi che hanno giurato fedeltà ai nazisti di oggi – scrive sul social l’ex presidente russo -. Per questo motivo stiamo incrementando la produzione dei più potenti mezzi di distruzione, compresi quelli basati su nuovi principi”.
Non si parla insomma di nessuna distensione dei rapporti diplomatici, dopo che anche ieri il Segretario del Consiglio di Sicurezza e Difesa nazionale ucraino, Aleksey Danilov, aveva dichiarato che «il nemico di Kiev si trova sul territorio compreso tra le autoproclamate repubbliche nel Donbass e Vladivostok, ovvero l’intera Russia». Anche dalla premiazione dei Nobel per la Pace 2022, dove pure sono stati insigniti del premio sia una ong ucraina che una russa come pure un dissidente bielorusso, i vincitori hanno invitato a non chiamare pace una “resa alla dittatura di Putin”.
Papa: “Natale porti raggio di pace ai bambini in Ucraina”
Papa Francesco, durante l’Angelus, ha parlato ai bambini arrivati in Vaticano per la tradizionale benedizione dei Bambinelli del presepe.
«Vi invito a pregare, davanti al presepio, perché il Natale del Signore porti un raggio di pace ai bambini del mondo intero, specialmente a quelli costretti a vivere i giorni terribili e bui della guerra, questa guerra in Ucraina che distrugge tante vite, tante vite, e tanti bambini», le parole del Pontefice.
Odessa di nuovo al buio, mesi per ripristinare la situazione
L’elettricità sta intanto gradualmente tornando a Odessa dopo gli attacchi russi con droni kamikaze di ieri: lo ha reso noto su Telegram il portavoce dell’amministrazione miliare della regione, Sergey Bratchuk, come riporta Unian. Bratchuk ha comunque messo in guardia i cittadini sul rischio di nuovi bombardamenti, avvisando che l’emergenza non è ancora finita. La città era rimasta al buio per l’ennesima volta dopo i raid di Sabato, con costi elevati per l’amministrazione. Servono infatti continui lavori di riparazione, che però spesso vengono vanificati da nuovi attacchi.
Bratchuk ha stimato che per ripristinare la sua rete energetica di Odessa serviranno mesi, mentre la Norvegia ha annunciato che donerà 100 milioni di dollari (circa 95 milioni di euro) al paese per sostenere la rete elettrica e le sue manutenzioni. Nel mentre però lo stato delle infrastrutture nella città è grave, a tal punto che gli abitanti sono stati esortati a evacuarla data la “situazione molto molto grave”, ha detto Zelensky.
La situazione elettricità è critica in tutto il Paese. «Dopo 8 ondate di attacchi missilistici contro l’Ucraina, tutte le centrali termiche e idroelettriche hanno danni, il 40% delle strutture di rete ad alta tensione sono danneggiate in varia misura – così il premier ucraino Denys Shmyhal su Facebook. – Ognuno di noi deve rendersi conto che affronteremo questo inverno con significative restrizioni al consumo di energia elettrica».
Oleksandr Starukh, capo dell’amministrazione militare regionale di Zaporizhzhia, ha riferito che sono stati registrati più di 50 attacchi nella regione della centrale. Al canale televisivo Freedom Starukh ha spiegato che “ci sono stati più di 50 attacchi, di cui 30 contro 12 comunità e obiettivi civili. La situazione a Huliaipole è molto grave“.
Intanto il capo dell’amministrazione militare regionale di Lugansk, Sergei Gaidai, ha informato i cittadini su Telegram che nella città occupata dai militari di Mosca, Kadiivka (nella regione di Lugansk) si è verificata un’esplosione nell’hotel sede del quartier generale del gruppo russo Wagner. Secondo quanto riportato da Gaidai le perdite sarebbero ingenti.
di: Caterina MAGGI
aggiornamenti di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/OLEKSANDR GIMANOV / AFP