ANSA/ TEATRO ALLA SCALA STEFANO GUINDANI

Nel pieno del conflitto in Ucraina scaturito dall’attacco russo, il console chiede di “bloccare eventuali elementi propagandistici” dal cartellone della stagione teatrale

La guerra in Ucraina e l’attacco della Russia all’identità e alla cultura ucraine non risparmia niente, neanche il teatro. Per questo il console ucraino a Milano, Adrii Kartysh, si è rivolto al sovrintendente del Teatro alla Scala, Dominique Meyer, al primo cittadino, Giuseppe Sala, e al presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, per “rivedere” la programmazione teatrale.

Chiedendo di non assecondare “eventuali elementi propagandistici“, Kartysh ha criticato la decisione di inaugurare la stagione, al via il prossimo 7 dicembre, con l’opera russa Boris Godunov di Modest Petrovič Musorgskij, così come quella di inserire in cartellone spettacoli di musica russa e il recital del soprano Anna Netrebko.

Ringraziando per il “manifesto sostegno, tuttora palpabile” verso l’Ucraina e gli ucraini dall’inizio della “guerra“, “voluta dalla Federazione Russa, che continua a lacerare la nostra pace, sottraendo preziose vite umane in modi sempre più terrificanti“, il console ha espresso “grande disappunto e rammarico” per le scelte artistiche fatte dalla Scala.

«Proprio perché la cultura viene utilizzata dalla Federazione Russa per dare peso all’asserzione della sua grandezza e potenza, assecondare la sua propagazione non può che nutrire l’immagine del regime ivi vigente al giorno d’oggi, e dunque, per estensione, le sue ambizioni scellerate e i suoi innumerevoli crimini. Da qui l’invito rivedere il programma della stagione al fine di bloccare eventuali elementi propagandistici, con la speranza che si avvicini il momento in cui i confini dell’Ucraina, e con essi la pace nel nostro continente, saranno ripristinati, così che la cultura russa possa tornare ad essere svincolata dalla sua realtà politica ed essere apprezzata liberamente, senza rimorsi dettati dall’etica», si legge nella lettera.

Nei giorni scorsi, inoltre, è stata lanciata una raccolta firme online proprio per far sì che gli spettacoli russi vengano sostituiti in cartellone.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/ TEATRO ALLA SCALA STEFANO GUINDANI