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Il partito socialista perde consensi, festeggia anche Vox. Elezioni il 23 luglio

Le amministrative in Spagna hanno consegnato la vittoria alla destra: il partito popolare ha messo ko il Psoe del premier Pedro Sanchez, che ha perso 6 dei 9 governi regionali che guidava e 15 dei 22 capoluoghi di provincia.

Prendendo atto della sconfitta, il premier ha annunciato le sue dimissioni, rimandando il Paese a elezioni anticipate il prossimo 23 luglio. Assumendosi pienamente la “colpa” della disfatta, il premier ha ammesso che “molti presidenti dalla gestione impeccabile hanno smesso di esserlo. Tutto ciò rende opportuno che gli spagnoli facciano chiarezza sulle forze politiche che dovrebbero guidare questa fase. La cosa migliore è che gli spagnoli possano dire la loro nel definire la direzione politica del Paese“.

Nonostante si trattasse di una tornata amministrativa, Sanchez ha deciso di riconoscerne il valore simbolico, anche dato il risultato schiacciante.

Il partito socialista è uscito sconfitto in luoghi chiave come la Comunità Valenciana, l’Extremadura e Siviglia. Ha vinto nella Castilla-La Mancha, dove Emiliano Garcia-Page ha conservato la maggioranza assoluta.

Grande soddisfazione dal leader dei Popolari Alberto Nunez Feijoo: «abbiamo ottenuto una chiara vittoria e la Spagna ha mosso i primi passi verso una nuova era politica».

Il leader socialista dell’Aragona ha parlato di “uno tsunami di destra” che si è abbattuto “su tutte le Regioni della Spagna”. “Siamo di fronte a un’innegabile ondata di destra in Spagna guidata da PP e Vox”, ha concordato Miguel Angel Revilla.

Contento anche Vox, terzo partito in Parlamento, che spera di diventare un partner indispensabile per il PP a livello regionale e nazionale.

di: Micaela FERRARO

aggiornamento di: Marianna MANCINI

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