EPA/AHMED MARDNLI

Il 2022 è l’anno “migliore” per numero di vittime, ma 321 di esse sono bambini

La Turchia ha deciso di ritirare tutti i suoi contingenti schierati nel nord della Siria; lo riferisce il quotidiano siriano al-Watan citando fonti di Damasco a proposito di un incontro avvenuto a Mosca tra i ministri della Difesa russo Sergej Shoigu, l’omologo turco Hulusi Akar e quello siriano Ali Mahmoud Abbas. Come ha sottolineato il quotidiano turco Hurriyet, sono stati i primi colloqui ufficiali tra Damasco e Ankara in undici anni.

Al-Watat riporta inoltre che durante l’incontro i ministri hanno condiviso la minaccia rappresentata dal Pkk per la stabilità sia della Turchia, sia della Siria. Il Pkk infatti secondo il governo di Ankara sarebbe fomentato e sostenuto dai ribelli della repubblica del Rojava, lo stato multietnico nato a seguito dell’insurrezione dei curdi siriani contro il Califfato. Allo scopo di indebolire la resistenza curda rappresentata da diverse brigate (tra cui Ypg) la Turchia ha lanciato più volte operazioni di bombardamento aereo e utilizzato milizie di terra, tra cui alcuni fuoriusciti dalla galassia dello Stato Islamico, per colpire obiettivi curdi; sconfinando però in questo senso nel territorio e nelle competenze del regime di Bashar al-Assad di Damasco.

Sebbene il bilancio di quest’anno sia il meno pesante dall’inizio della guerra civile, milioni di siriani vivono ancora in campi profughi che dovevano essere soluzioni provvisorie, esposti alle intemperie e a numerose violazioni di diritti umani, nonché spesso vittime innocenti di raid aerei e bombardamenti di Damasco e dei suoi opponenti. Almeno 3.825 persone sono morte nelle violenze in Siria nel 2022, il bilancio più basso dall’inizio della guerra nel Paese nel 2011: di queste, 321 sono bambini. La guerra dimenticata in Siria ha finora ucciso mezzo milione di persone e creato un milione e mezzo di sfollati.

di: Caterina MAGGI

FOTO: EPA/AHMED MARDNLI