La Princess Elisabeth è la prima stazione di ricerca polare al mondo a emissioni zero, affidata esclusivamente alle energie rinnovabili in uno degli ambienti più complessi del pianeta, l’Antartide orientale
L’Antartide orientale è il luogo più freddo al mondo come conseguenza di una elevata altitudine.
La Princess Elisabeth è una stazione di ricerca polare nella regione di Queen Maud Land ed è soggetta a velocità del vento fino a 249 km/h e a temperature fino a -58°F (-50°C).
La stazione è ancorata accanto all’Utsteinen Nunatak, una montagna conosciuta come “la pietra esterna”, facente parte della catena montuosa di Sør Rondane.
Durante i mesi estivi, da novembre a febbraio, il paesaggio è circondato da una luce costante: il sole scivola dietro la montagna per sole tre ore al giorno. In questo periodo, ricercatori provenienti da Belgio, Francia, Germania, Turchia, India e Stati Uniti utilizzano le 124 miglia di montagne, coste, ghiacciai e l’altopiano antartico vicino per portare avanti ricerche scientifiche e sviluppare nuove strategie per affrontare i cambiamenti climatici.
La Princess Elisabeth è gestita dalla International Polar Foundation di Bruxelles ed è in servizio dall’inizio del 2009. Questo la rende una delle stazioni di ricerca polari più recenti.
Ѐ la prima stazione di ricerca polare al mondo a emissioni zero, affidata esclusivamente alle energie rinnovabili in uno degli ambienti più complessi del pianeta. Assomiglia a una navicella spaziale esagonale con pannelli argentati che riflettono il bianco brillante del paesaggio polare.
La Princess Elisabeth si trova a 6 ore di volo da Città del Capo, Sudafrica, che è la città più vicina. Per questo motivo la chef della stazione, Thomas Duconseille, si assicura che la carne, il pesce e le verdure siano congelati per tutta la stagione e che le uova siano conservate in casse da cinque litri con i bianchi e i tuorli separati. Per quanto riguarda i prodotti freschi, arriva ogni mese un pacco di questi alimenti da Città del Capo.
Nonostante essa sia situata ad un’altitudine di 4.475 piedi sul livello del mare, rimane sempre calda grazie all’unione di feltro di lana, carta Kraft per impieghi gravosi, alluminio, pannelli di legno, polistirolo, membrana impermeabile, polietilene espanso e acciaio inossidabile.
«Durante i mesi estivi, non abbiamo bisogno di riscaldare la stazione, perché l’irraggiamento solare e la nostra presenza all’interno della stazione sono sufficienti a mantenere una temperatura interna di 20-21°C (68-69,8°F)», racconta Henri Robert, ufficiale di collegamento scientifico presso la Princess Elisabeth.
Grazie all’installazione di un sistema ibrido di nove turbine eoliche e 408 pannelli solari fotovoltaici, l’energia prodoyta in 100 giorni di sole 24 ore su 24 e di fortissime raffiche di vento viene usata per scaldare la stazione.
«Attualmente abbiamo il sole tutto il giorno perché siamo più bassi del Circolo Polare Artico. Per fortuna c’è una montagna a sud, dietro la quale il sole va a fare ombra per un paio d’ore, poi il sole sorge di nuovo. Ma non scende mai sotto l’orizzonte», spiega Robert.
La stazione è occupata generalmente da 20-30 membri dell’equipaggio, ma le strutture si sono ampliate fino a ospitare anche 45-50 persone.
Il team della stazione lavora sei giorni alla settimana. A seconda delle condizioni, la domenica è il giorno del divertimento. Ѐ libero di accompagnare le guide sul campo e di visitare i vicini nunatak e le creste montuose.
di: Alice GEMMA
FOTO: ANSA/US GREENPEACE