La Scelta di Indi

Indi Gregory non ce l’ha fatta. La bimba di 8 mesi affetta da una rara e grave patologia mitocondriale, ricoverata nell’ospedale pediatrico Queen’s Medical Center di Nottingham, Regno Unito, ha perso la sua battaglia con la vita. E insieme a lei hanno perso tutti. 

Hanno perso i suoi genitori, Dean Gregory e Claire Staniforth, da mesi impegnati nella battaglia contro un sistema sanitario e giudiziario secondo il quale tenere la loro figlia attaccata a un sistema di supporto vitale sarebbe stato accanimento terapeutico. Hanno perso le organizzazioni Pro Vita, inglesi e non, che nelle ultime settimane e in precedenza in casi simili hanno puntato il dito contro una “barbara cultura eutanasica”. Ha perso il governo italiano, riunitosi in fretta e furia per concedere alla bimba la cittadinanza italiana così da poterla trasferire all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Ha perso la giustizia – in questo caso rappresentata dal giudice Robert Peel dell’Alta Corte di Londra, che ancora una volta si è dovuta ammantare di disumanità pur di prendere quella che è stata ritenuta essere la decisione migliore per una vita. Hanno perso i sanitari e tutti gli operatori che hanno visto Indi nascere, lo scorso 24 febbraio, e neanche un anno dopo morire, mentre le sue condizioni peggioravano, fino alla sentenza finale: inutili i trattamenti vitali, dolorose le cure palliative.

Nella vicenda di Indi, seguita per settimane da milioni di persone, abbiamo perso tutti. Abbiamo perso anche l’innocenza nel credere che – in questa come altre faccende – esista un lato giusto e uno sbagliato, un bianco e un nero. Non è così: lungi da noi riportare qui un dibattito che, non stentiamo a credere, andrà avanti per giorni e si riproporrà ineluttabile; la vita e tutte le parti che la compongono sono fatte di sfumature.Un sabato Indi è stata trasferita in un hospice, 36 ore dopo ha compiuto il suo ultimo viaggio. Continuare a vivere o lasciarsi andare: chissà, se avesse avuto l’occasione di dirci la sua, quale sarebbe stata la scelta di Indi.