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“La pace è, e deve essere per tutti, il primo obiettivo da centrare“

«La pace è, e deve essere per tutti, il primo obiettivo da centrare», lo dice a LaPresse il viceparroco della Cattedrale San Siro a Sanremo, don Fabrizio Gatta, che per vent’anni ha lavorato a Rai1. Conduttore conosciuto dal pubblico televisivo che con una decisione improvvisa ha scelto il sacerdozio.

«Non ho seguito molto, tuttavia l’Ariston è un palcoscenico importante per lanciare il messaggio di pace al mondo. Io non entro nella questione ma riporto quello che dico sempre nelle mie omelie nelle quali parlo di amore, perdono, misericordia di Dio e pace, quello che dice Francesco e che condivido», continua.

Sulla partecipazione di Zelensky si era aperto un dibattito molto ampio a livello politico anche se con motivazioni differenti. Ma la Rai non intende fare marcia indietro.

Alcuni intellettuali hanno lanciato una petizione contro l’ospitata del presidente ucraino, contestando “la spettacolarizzazione e militarizzazione del Festival. La musica non deve avere nulla a che fare con la propaganda bellica”.

Tra i firmatari ci sono professori universitari e giuristi (Ugo Mattei, Franco Cardini, Paolo Cappellini, Geminello Preterossi, Anna Cavalieri, Carlo Magnani, Pasquale De Sena, Giovanni Messina, Alessandro Somma, Alessandra Camaiani); economisti (Joseph Halevi, Thomas Fazi, Gabriele Guzzi); l’ex direttore di Rai2 e Carlo Freccero; il politico Alessandro Di Battista, alcuni giornalisti e sindacalisti.

«Siamo alla vigilia di uno scontro titanico, con in tutti noi il tabù del nucleare e vedere Zelensky a Sanremo è il massimo dell’insopportabilità – ha detto Freccero a LaPresse Un errore mediatico mettere nel programma del Festival il presidente ucraino perché si dà visibilità a chi si oppone alla guerra e alle armi. Un errore tragico, mostruoso che banalizza il conflitto, un’apparizione che non tornerà utile neanche a lui. Vedere un attore in video, che si fa inquadrare in maniera cinematografica, come in un set con le luci giuste, la posizione del corpo favorevole alla camera, la maglietta apposita per fare propaganda svilisce e impoverisce la resistenza ucraina. Solo Vespa può pensare che sia una trovata giusta far parlare Zelensky a Sanremo, ma è ovvio perché Vespa fa infotainment. Il governo Meloni sta facendo un grande errore perché dicendo sempre sì al potere rischia di fare la fine del governo Conte che faceva lo stesso».

Il caso ha fatto così discutere che è finito in Cda Rai: durante la riunione del 30 gennaio l’ad Rai Fuortes ha dichiarato che l’intervento di Zelensky avverrà con un videomessaggio registrato e che pertanto si avrà tempo di visionarlo da parte dei dirigenti coinvolti (in primis il direttore dell’Intrattenimento di Prime Time, Stefano Coletta). Se emergeranno criticità, avrebbe spiegato Fuortes durante la riunione – secondo quanto appreso dall’Adnkronos – il messaggio verrà visionato anche dallo stesso amministratore delegato.

di: Francesca LASI

Aggiornamento di: Alice GEMMA

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