Il Tribunale di Milano – Sezione Lavoro ha disposto il versamento di una somma da parte del giocatore nei confronti degli eredi della 27enne, deceduta lo scorso gennaio
Il Tribunale di Milano – Sezione Lavoro ha condannato Lautaro Martinez per il licenziamento illegittimo di una babysitter di 27 anni, dopo che a quest’ultima era stata diagnosticata una grave malattia che ne ha causato la morte. I giudici hanno disposto il versamento di una somma da parte di Lautaro nei confronti degli eredi della 27enne, oltre al pagamento delle spese legali.
Il calciatore aveva assunto la donna, di origini argentine, come babysitter per i suoi figli, ma dopo 8 mesi la giovane è stata ricoverata in ospedale a causa di forti dolori all’addome. A questo punto è arrivata la diagnosi. Mentre la 27enne era ricoverata, viene riferito, le era stato recapitato il licenziamento da parte del giocatore dell’Inter. La motivazione? Aveva sforato il tetto massimo di assenze per malattia. La donna si è, quindi, rivolta a uno studio legale, che avrebbe cercato di risolvere pacificamente la vicenda, che, però, è finita davanti al giudice del Lavoro del Tribunale di Milano.
La 27enne è morta lo scorso gennaio.
Agustina Gandolfo, moglie di Lautaro, ha commentato la vicenda attraverso una storia su Instagram.
«Avevo deciso di rimanere in silenzio per rispetto. Ma non permetterò che venga infamata la mia famiglia. Abbiamo assunto una persona che era già malata, nostra amica da una vita – ha dichiarato Gandolfo – Abbiamo fatto molto per lei e la sua famiglia. Abbiamo pagato viaggi, aiutato a trovare i letti in ospedale, aiutato con le cure, con la sistemazione della famiglia che abbiamo dovuto convincere affinché venisse ad occuparsi della figlia che stava morendo. E la sua famiglia, mentre la figlia stava morendo, ha tentato di ottenere soldi da noi, ha tentato di approfittarsi della situazione anche dopo la morte. Noi l’aiuto, un grande aiuto, lo abbiamo dato a lei quando aveva bisogno. E ora tentate di infamarci? Che razza di persone siete che tentate di approfittare della morte di un figlio per ottenere denaro?».
Anche Martinez ha scritto un post sui social: “ho deciso di rimanere a lungo in silenzio per rispetto verso una famiglia che non ce l’ha mai avuta con noi. Ma non permetterò che sporchino la mia. Abbiamo assunto una persona già malata, amica di una vita, fino a quando purtroppo non ha potuto più lavorare perché la sua malattia non glielo permetteva. Dopo aver fatto molto per lei e la sua famiglia, dopo esserci fatto carico dei biglietti per il loro arrivo, aiutando a trovare letti in ospedale quando era pieno, aiutandola con le cure, con l’alloggio della famiglia della ragazza che abbiamo dovuto convincere a venire a prendersi cura della figlia che stava morendo. Dopo aver dato tutto, la sua famiglia ha cercato di ottenere soldi da noi e di approfittare della situazione, non solo, ma dopo la sua morte hanno continuato a insistere e gli è andata molto male, non poteva andare in qualsiasi altro modo. Ora, dopo una sentenza in cui non avete potuto ottenere un solo euro perché non gli spettava, perché il nostro aiuto a lei lo abbiamo dato quando dovevamo darlo, ora tirate fuori questa storia per infamarci. Che tipo di persona bisogna essere per pensare di approfittare della morte di un figlio per fare soldi. Disgusto della famiglia Lizzola Lembo. A lavorare”.
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/DANIEL DAL ZENNARO