Secondo il ministro dell’Economia francese gli States starebbero vendendo il loro gas naturale liquido all’Europa ad un prezzo “quattro volte superiore rispetto a quello degli industriali americani”
Il ministro francese dell’Economia Bruno Le Marie ha accusato gli Stati Uniti di vendere il loro Gnl “a un prezzo quattro volte più alto rispetto agli industriali americani“.
«Un indebolimento economico dell’Europa non è nell’interesse degli Stati Uniti – attacca ancora il ministro. – Dobbiamo trovare rapporti economici più equilibrati tra i nostri alleati americani e il continente europeo».
Le accuse arrivano in un momento particolarmente delicato per l’Europa, che sta discutendo le varie proposte sul tavolo per ridurre il costo di gas ed elettricità. Fra i piani avanzati dall’Italia c’è anche il Gnl degli Usa che contribuirebbe in buona misura a ridurre la sua dipendenza energetica dalla Russia.
Secondo i dati diffusi da Refinitiv, nel primo semestre del 2022 Washington ha inviato al Vecchio Continente il 68% del loro export di Gnl, 39 miliardi di metri cubi totali di metano da rigassificare. Quello che preoccupa sono però i prezzi, diversi da quelli applicati per le esportazioni verso Asia ed America Latina.
A inizio luglio il Gnl è arrivato in Europa con un prezzo medio di 34 dollari per milioni di unità termiche britanniche; in Asia lo stesso prodotto è arrivato al costo di 30 dollari per mmBtu (6 dollari per gli Usa). Un prezzo raddoppiato rispetto al 2021 che in estate è arrivato a toccare quota 60 dollari per mmBtu in Europa. A settembre i prezzi sono di nuovo tornati a crescere raggiungendo nuovamente i 57,8 dollari nell’Ue (8 dollari per gli Usa).
di: Marianna MANCINI
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