Le prime regole dell’Agcom relative alla trasparenza delle informazioni e delle comunicazioni commerciali, alla tutela dei minori e delle vittime di violenza
L’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ha pubblicato le linee guida sull’attività online degli influencer, approvate all’unanimità lo scorso 10 gennaio. Le disposizioni sono volte a garantire il rispetto del Testo unico dei servizi di media audiovisivi. L’Autorità ha, inoltre, istituito un Tavolo tecnico per definire ulteriori misure.
Tra i punti fondamentali circoscritti dall’Agcom ci sono la corretta rappresentazione della donna, la tutela dei minori, la trasparenza dell’informazione e delle comunicazioni commerciali e product placement. In caso di violazione, viene spiegato, verranno applicate le multe previste dal Testo unico, che vanno dai 10mila ai 250mila euro in caso di violazione degli obblighi trasparenza pubblicitaria, dai 30mila ai 600mila per la violazione degli obblighi in materia di tutela di minori.
La pubblicazione è arrivata poco dopo l’esplosione dei casi relativi a Chiara Ferragni e alcuni media hanno associato le due notizie; in realtà l’Agcom stava lavorando alle linee guida già da diverso tempo e, nel luglio 2023 aveva già annunciato l’avvio delle consultazioni.
Vediamo quali sono queste linee guida e a chi si applicano.
A chi si applicano
L’Agcom ha spiegato che gli influencer svolgono “un’attività economica” e hanno “responsabilità editoriale sui contenuti, la quale include il controllo effettivo sulla creazione, sulla selezione o sulla organizzazione dei contenuti stessi”. Inoltre, prosegue l’Autorità, vanno a fornire un servizio che “ha un impatto rilevante su una porzione significativa di pubblico” e “un legame stabile ed effettivo con l’economia italiana”,
Le norme si applicano agli influencer, content creator, vlogger, streamer, uploader con almeno un milione di follower complessivi su tutte le piattaforme e che abbiano un engagement rate (ovvero interazioni come like e commenti) di almeno 2% negli ultimi 6 mesi. Inoltre, dovranno aver pubblicato almeno 24 contenuti nell’anno precedente alla rilevazione.
Gli influencer con meno di un milione di follower dovranno comunque rispettare gli articoli 41 e 42 del Testo unico che riguardano le misure di tutela, relativi alle disposizioni generali per chi produce contenuti audiovisivi (soprattutto sul territorio italiano) e la tutela di alcune categorie di persone come minori e persone che possono subire odio razziale, di genere, religioso ed etnico e, più in generale, del “grande pubblico”. In base all’articolo 42, in particolare, è necessario tutelare i minori e il grande pubblico da materiale non appropriato e, tra le altre cose, predisporre “procedure trasparenti” per la gestione dei reclami “nei confronti dei fornitori di piattaforme per la condivisione di video”.
Tutela dei minori, no a istigazione del reato e alla vittimizzazione secondaria
Nelle linee guida l’Agcom sottolinea che i contenuti pubblicati dagli influencer non devono contenere istigazioni a commettere reati o l’apologia di questi ultimi e “garantire il rispetto della dignità umana” evitando, quindi, la diffusione, la giustificazione o anche la minimizzazione di violenza e discriminazione.
Devono, inoltre, evitare la vittimizzazione secondaria e la corresponsabilizzazione delle vittime di violenza, odio e discriminazione. Per vittimizzazione secondaria si intende una forma di colpevolizzazione della vittima attraverso, ad esempio, la minimizzazione della violenza e comportamenti che possono far rivivere alla persona il trauma subìto o minarne la credibilità.
Come sottolineato in precedenza, gli influencer devono rispettare le norme di tutela dei minori ed evitare di pubblicare contenuti che possano danneggiare gravemente “lo sviluppo fisico, psichico o morale dei minori”.
Correttezza dell’informazione e comunicazioni commerciali
Le linee guida riguardano anche la correttezza dell’informazione e la comunicazione commerciale. Gli influencer e creator devono rispettare le norme relative all’inserimento di prodotti, alle sponsorizzazioni, alle televendite e il divieto della pubblicità occulta già previste dal Testo unico e dalla Digital Chart dell’Istituto di Autodisciplina pubblicitaria, relativa alla comunicazione commerciale attraverso il web. Nel caso di inserimento di prodotti, deve sempre essere indicata chiaramente la natura commerciale del post.
Gli influencer sono tenuti anche a contrastare la disinformazione online verificando la correttezza delle informazioni e menzionando le fonti.
Bisogna evitare il ricorso a tecniche subliminali nei contenuti informativi, di intrattenimento e in quelli commerciali.
Diritto d’autore
Content creator e influencer devono rispettare anche le norme sul diritto d’autore e sulla proprietà intellettuale.
Le sanzioni
L’Agcom specifica che in caso di violazioni verranno applicate le multe previste dal Testo unico, che vanno dai 10mila ai 25mila euro per la trasparenza pubblicitaria, e dai 30mila ai 600mila euro per la mancata tutela dei minori.
Il Tavolo tecnico
Ma cosa succederà ora? Verrà istituito un Tavolo tecnico per definire un vero e proprio codice di disciplina. Al Tavolo possono partecipare i rappresentati delle piattaforme di condivisione video, dei social media, delle agenzie di influencer marketing e le associazioni di influencer. Chi è interessato a partecipare può richiedere l’adesione al Tavolo tecnico entro 30 giorni dalla pubblicazione della delibera sul sito dell’Agcom, che spiega che i lavori partiranno entro 60 giorni dalla pubblicazione e si concluderanno entro 120 giorni dall’insediamento.
La situazione negli altri Paesi: il caso della Francia
Qual è la situazione nel resto del mondo? Lo scorso giugno il Parlamento francese ha approvato all’unanimità una legge che regolamenta l’attività degli influencer. La legge riconosce giuridicamente la professione di influencer, che vengono definiti come “persone fisiche o morali che, dietro compenso o altri benefici, utilizzano la loro notorietà presso il proprio pubblico per comunicare online contenuti finalizzati alla promozione, diretta o indiretta, di beni, servizi o altre cause”. In Francia, dove si contano oltre 150mila influencer, era già in vigore una norma che imponeva a creator e influencer di dichiarare esplicitamente la natura pubblicitaria di un contenuto, ma la nuova norma entra maggiormente nel dettaglio.
In base al nuovo provvedimento sono vietate la promozione di alcune pratiche come la chirurgia estetica e la desistenza terapeutica (quando i medici interrompono terapie ritenute “futili” e “inutili” in caso di malattia terminale), e di alcuni dispositivi medici, di prodotti con nicotina, del gioco d’azzardo e delle scommesse sportive (che potranno essere pubblicizzati solo tramite piattaforme che non consentono l’accesso ai minori). Deve essere, inoltre, esplicitato l’uso di filtri o altri sistemi per ritoccare immagini promozionali.
Le pene previste in caso di violazione possono arrivare fino a due anni di carcere e una multa da 300mila euro.
Alcuni analisti, però, si sono chiesti come le autorità francesi possano vigilare sugli influencer, soprattutto quelli che vivono fuori dall’Unione Europea: per questo il governo francese ha chiesto che vengano nominati rappresentanti legali per l’Europa.
Qualcosa si muove nel mondo degli influencer e del web (e non solo), ma il dibattito è ancora aperto e la strada ancora lunga.
di: Francesca LASI
FOTO: SHUTTERSTOCK