testate nucleari nel mondo

Lo conferma il Nuclear Weapons Ban Monitor del 2022, che parla di un potenziale nucleare pari a “più di 135mila bombe di Hiroshima”

L’ultimo rapporto della ong norvegese Norsk Folkehjelp sulle testate nucleari nel mondo getta un’ombra sul futuro dei conflitti in atto. Secondo il Nuclear Weapons Ban Monitor, il numero complessivo di ordigni detenuti da 9 Stati è infatti in aumento rispetto al 2022, con il dato totale che all’inizio del 2023 si attesta sulle 9.576 testate nucleari pronte all’uso.

Si tratta di un quantitativo dal potenziale catastrofico, pari a “più di 135mila bombe di Hiroshima” come spiega il report. L’aumento è trainato da Russia e Cina che, insieme a Francia, India, Israele, Corea del Nord, Pakistan, Regno Unito e Stati Uniti, detengono tutte le testate nucleari nel mondo.

Nello specifico parliamo di 12.512 testate nucleari complessivamente presenti nell’inventario globale, di cui 2.936 ritirate e in attesa di smantellamento.

«Ogni anno, l’inventario globale delle testate nucleari diminuisce leggermente, anche nel 2022 quando è diminuito da 12.705 testate nucleari all’inizio dell’anno alle 12.512 testate stimate nel gennaio 2023, ma questo – ha spiegato il direttore del Nuclear Information Project Hans M. Kristensen – ma questo è ancora vero solo perché la Russia e gli Stati Uniti smantellano ogni anno un piccolo numero delle loro testate nucleari più vecchie che sono state ritirate dal servizio. Tuttavia, India, Corea del Nord e Pakistan hanno ampliato le loro scorte di testate nel 2022, determinando un corrispondente aumento di 136 testate dalle 9.440 testate disponibili per l’uso all’inizio del 2022, a 9.576 nel 2023».

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA

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