CANDELE

Il culto della Santa non si esaurisce nella sola Penisola

Il 13 dicembre si celebra Santa Lucia. Oltre essere, tradizionalmente, la notte più lunga dell’anno, in diverse parti della Penisola ci sono usi particolari per festeggiare la santa. Anche in Svezia è tradizione del 13 dicembre che i bambini partecipino a una recita chiamata Luciatåg per poi sfilare in una processione alle spalle di una bambina con in testa una corona di candele.

Le celebrazioni legate alla santa vissuta (e morta) a Siracusa tra i III e il IV secolo si sono espanse in molte zone e nessuno sa, esattamente, come ciò sia avvenuto. Probabilmente per la Santa (nota per avere strappati i bulbi oculari anche se le testimonianze antiche parlando di morte per decapitazione) è avvenuto qualcosa di simile a San Nicola diventato Santa Claus e infine Babbo Natale. Quello che è testimoniato dalle fonti è che la Santa veniva celebrata in Gran Bretagna e in altri Paesi dell’Europa settentrionale prima della Riforma.

In diverse zone del Nord Italia la Santa si fonde con la figura di Babbo natale. Infatti è lei a portare i doni la notte del 13 dicembre e non vengono scambiati quella del 25 a Udine, in una parte dell’Emilia, a Verona e provincia, nella Bergamasca e in una parte della provincia di Brescia. Qui la figura di Santa Lucia si mescola anche con quella della Befana. I bambini devono infatti andare a dormire presto dopo aver ricevuto dolci e regali, perché “Santa Lucia se la guardi scappa via“.

A Siracusa il culto della Santa è legato alla sua appartenenza. Durante la processione viene infatti gridato “è siracusana” e i fedeli rispondono “viva Santa Lucia” mentre camminano portando grossi ceri accesi.

I resti della Santa riposano a Venezia nella chiesa dedicata a lei a a San Geremia, sul Canal Grande, dopo che il doge Enrico Dandolo li trafugò a Costantinopoli, dove erano stati portati nel 1039 dopo essere stati trafugati a Siracusa.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: PIXABAY