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Truppe israeliane a sud di Gaza City. Sirene d’allarme a Tel Aviv

Non si ferma la guerra iniziata il 7 ottobre in Medio Oriente.

Quattro italiani, volontari di Ong internazionali, uno di questi con la moglie palestinese, sono riusciti ad attraversare il valico e adesso sono in Egitto assistiti da personale dell’Ambasciata d’Italia al Cairo. Nelle scorse settimane erano si trovavano presso la base Unrwa a Rafah. «Sono felice di confermare che un primo gruppo di italiani che avevano intenzione di lasciare Gaza è uscito dalla Striscia», ha detto il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Oggi, 1 novembre, sono stati quasi 90 i palestinesi feriti e quasi 450 gli stranieri e persone con doppia cittadinanza che hanno lasciato Gaza questa mattina per rifugiarsi in Egitto.

Nel frattempo, le sirene di allarme razzi da Gaza sono risuonate a Tel Aviv e nel centro di Israele obbligando la popolazione a correre nei rifugi.

Commando Usa in Israele per aiutare liberazione ostaggi

Il Qatar sembra aver raggiunto un accordo con Egitto, Israele e Hamas, in coordinamento con gli Stati Uniti, per liberare dalla Striscia di Gaza, attraverso il valico di Rafah con l’Egitto, un numero non preciso di ostaggi che hanno doppia nazionalità e altri che invece sono in gravi condizioni di salute.

A riferirlo sono i media panarabi che citano fonti vicine ai negoziati in corso tra le parti.

Le vittime

Un16enne nel sud del Libano è stato ucciso nelle ultime ore dal fuoco israeliano. Lo comunicano fonti mediche libanesi secondo le quali il ragazzo di nome Muntasser Abdallah, è stato colpito nel corso di un bombardamento israeliano nella zona di Bint Jbeil, vicino alla Linea di demarcazione tra i due Paesi.

Anche l’esercito israeliano ha annunciato la morte di 12 soldati che si trovavano a combattere nel nord della Striscia. Già ieri, 31 ottobre, il portavoce militare aveva comunicato la morte di due primi soldati della Brigata Givati.

«I nostri soldati sono caduti in una guerra, nessuna delle quali è più giusta: la guerra per la nostra casa – ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu – Sarà una guerra dura, e sarà lunga. Prometto ai cittadini di Israele: porteremo a compimento l’opera, continueremo fino alla vittoria», ha dichiarato.

Nel frattempo quattro palestinesi sono stati uccisi durante scontri con le forze israeliane che sono avvenuti nella notte in Cisgiordania. A dichiararlo è il ministero della Sanita’ dell’Autorita’ palestinese, sottolineando che tre persone sono state uccise a Jenin e un’altra a Tulkarem. Mentre, nel bombardamento israeliano sul campo profughi di Jabaliya sarebbero morti 7 ostaggi, tra cui tre stranieri. Lo ha dichiarato Hamas.

Al fronte

A sud della città di Gaza le truppe israeliane stanno ancora provando a tagliare l’autostrada principale di Gaza e la strada che le è parallela lungo la costa mediterranea. A comunicarlo sono alcuni testimoni, secondo quanto riporta il Guardian. Zaki Abdel-Hay, un abitante della zona, ha dichiarato all’Associated Press che le persone hanno paura. Dall’inizio del conflitto stati oltre 11mila gli obiettivi colpiti da Israele a Gaza. A farlo sapere è stato il portavoce militare.

Israele ha comunicato il rafforzamento delle difese al porto di Eilat dopo che si sono verificati ripetuti attacchi dal Mar Rosso, tra cui il lancio di due missili terra-terra e di alcuni droni. Il portavoce militare ha riferito che adesso la Marina ha dispiegato navi lancia-missili.

di: Alice GEMMA

FOTO: EPA/STRINGER