A sostenere la tesi il legale di Sergio, fratello della 63enne ritrovata senza vita il 5 gennaio 2022

È ancora avvolta dal mistero la morte di Lilliana Resinovich, scomparsa a Trieste il 14 dicembre e ritrovata senza vita il 5 gennaio 2022. Secondo Nicodemo Gentile, avvocato del fratello Sergio la donna non si sarebbe tolta la vita ma sarebbe stata “percossa e uccisa da qualcuno che la conosceva bene”.

Secondo il legale la donna sarebbe stata “intercettata, accompagnata o comunque sorpresa da una visita di qualcuno che la conosceva”. Sarebbe poi nata un’ “accesa discussione” e la 63enne “sarebbe stata percossa e strattonata”, forse subendo un’occlusione delle vie respiratorie con una sciarpa o un giubbotto che ha causato uno “scompenso cardiaco”.

A sostenere la tesi anche la dottoressa Gabriella Marano, psicologa consulente della stessa parte.

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/FACEBOOK