La moglie del deputato Soumahoro davanti al gip di Latina per l’inchiesta sulle cooperative dedicate alla gestione di persone migranti e minori non accompagnati
Ha rilasciato dichiarazioni spontanee davanti al gip di Latina Liliane Murekatete, moglie del deputato Aboubakar Soumahoro, in merito all’inchiesta sulle cooperative dedicate alla gestione di persone migranti e minori non accompagnati. Lo scorso 30 ottobre Murekatete è stata raggiunta da una misura cautelare. nell’inchiesta è coinvolta anche la madre Marie Therede Mukamatsindo.
«Gli acquisti di beni voluttuari non li ho effettuati io, non ho mai avuto in uso carte di credito della cooperativa» ha dichiarato Murekatete.
«Gli unici pagamenti da lei effettuati sono stati gli stipendi, più le spese per acquistare il cibo per gli ospiti della struttura» ha dichiarato Lorenzo Borrè, legale della donna, che ha spiegato come la sua cliente abbia sottolineato che non le possono essere “contestate condotte distrattive” dato che gli unici pagamenti da lei effettuati “sono stati gli stipendi, più le spese per acquistare il cibo per gli ospiti e per l’accoglienza dei migranti della struttura e non per l’acquisto di beni voluttuari”.
Murekatete ha contestato, inoltre, di aver ricevuto una consulenza da 70 mila euro. «Quei soldi non risultano nel mio conto corrente» ha dichiarato la donna.
«Non sono stati distratti soldi dalla gestione delle cooperative – ha spiegato Murekatete – Due bonifici di 30 mila euro che mi sono contestati non sono stati accreditati sul mio conto. Le somme spese per il cibo degli ospiti della cooperativa, per un totale di 15 mila euro, sono inerenti all’esercizio dell’attività sociale».
«Il resto riguarda l’affitto di due appartamenti a Bruxelles affittati a prezzi inferiori a quelli di mercato» ha, poi, specificato Murekatete.
Davanti al gup di Latina, come riferisce SkyTg24, si è tenuta l’udienza preliminare per un’altra tranche d’inchiesta sui reati fiscali che vede coinvolte Murekatete e Mukamatsindo. L’udienza è stata rinviata al prossimo 17 novembre perché il gup si è riservato di decidere sulle “eccezioni di inammissibilità delle costituzioni di parte civile formulate dai difensori degli imputati, che sul punto si sono detti unanimi”. A chiedere il rinvio a giudizio era stata la procura di Latina.
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/INSTAGRAM LILIANE MUREKATETE