Meloni: “governo italiano indignato”. Germania convoca ambasciatore iraniano dopo esecuzione. Teheran: “ipocrisia”
La Ong Iran Human Rights ha reso noto che è salito a 11 il numero di condanne a morte per i manifestanti in Iran.
Un numero che va a sommarsi ai morti che si contano già per le strade, vittime cadute durante le proteste: almeno 458 persone, tra cui 63 bambini e 29 donne.
«L’emissione di condanne a morte in processi-farsa privi degli standard minimi di equità processuale è la continuazione del piano di uccisione extragiudiziale dei manifestanti e deve essere accolta con una forte reazione da parte della comunità internazionale», ha dichiarato il direttore di Iran Human Rights, Mahmood Amiry-Moghaddam.
Le reazioni alla condanna a morte
Non si fanno attendere le reazioni alla prima condanna a morte eseguita in Iran dall’inizio delle proteste, che ha visto il 23enne Mohsen Shekari giustiziato per impiccagione.
Una fonte del governo di Berlino ha riferito che il ministero degli Esteri tedesco ha convocato l’ambasciatore iraniano in un innalzamento della tensione diplomatica con Teheran. Forti critiche al regime degli ayatollah erano arrivate già ieri dalla Germania. «Il disprezzo dell’umanità del regime iraniano è senza confini – ha scritto su Twitter la ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock – Monsen Shekari è stato condannato e giustiziato con un perfido processo veloce, perché aveva una opinione diversa dal regime. Ma la minaccia dell’esecuzione capitale non soffocherà la volontà di libertà della gente».
La premier italiana Giorgia Meloni ha espresso l’indignazione dell’esecutivo. «Il governo italiano è indignato di fronte alla condanna a morte di Moshen Shekari, giovane che si era unito alle manifestazioni per la libertà in Iran – scritto in una nota ufficiale Meloni- Questa inaccettabile repressione da parte delle autorità iraniane non può lasciare indifferente la comunità internazionale, e non potrà fermare la richiesta di vita e libertà che viene dalle donne e dai giovani iraniani».
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito la condanna come “il punto di non ritorno”. «L’Italia e il suo governo esprimono forte condanna. Continueremo in ogni sede, con le nostre pressioni diplomatiche, a difendere la libertà e i diritti umani violati da Teheran» ha dichiarato il vicepremier.
La Gran Bretagna si è detta “indignata”. Lo ha affermato su Twitter il ministro degli Esteri James Cleverly. «Il mondo non può chiudere un occhio di fronte all’aberrante violenza commessa dal regime iraniano contro il suo stesso popolo. Il Regno Unito è contrario alla pena di morte in ogni circostanza» ha dichiarato Cleverly.
Non tarda ad arrivare la replica di Teheran, che definisce “ipocrita” l’Occidente. «Nel contrastare le rivolte, l’Iran ha mostrato la massima moderazione e, a differenza di molti regimi occidentali che diffamano e reprimono violentemente anche i manifestanti pacifici, l’Iran ha impiegato metodi antisommossa proporzionati e standard. Lo stesso vale per il processo giudiziario: moderazione e proporzionalità – ha scritto su Twitter il ministero iraniano degli Esteri – Tuttavia, la sicurezza pubblica è una linea rossa. L’assalto armato e il vandalismo non sono tollerabili, nemmeno per i regimi occidentali che hanno trovato un pretesto per fare un’ipocrita paternale all’Iran. Invece sbandierare la sua falsità con dichiarazioni politicizzate, l’Occidente deve smetterla di ospitare, sostenere e incoraggiare i terroristi».
di: Francesca LASI
aggiornamenti di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/EPA/CLEMENS BILAN