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Il prossimo 30 ottobre il ballottaggio tra l’ex presidente Lula al 48,3% e l’uscente di destra al 43,7%. Eletto deputato Eduardo Bolsonaro

Si va al ballottaggio in Brasile: Luiz Inacio Lula da Silva, icona della sinistra sudamericana, nonostante fosse il grande favorito ai sondaggi, ha chiuso con il 48,35% dei voti. Il suo avversario, il presidente uscente di destra Bolsonaro, ha ottenuto il 43,27% battendo tutte le aspettative. Il ballottaggio si terrà il 30 ottobre.

Lula da Silva ha commentato il risultato sostenendo: “vinceremo le elezioni, si tratta appena di un rinvio“. Bolsonaro, invece, ha specificato: «Ci sono molti voti risultato della condizione del popolo brasiliano che ha sentito l’aumento dei prodotti, in particolare del paniere alimentare di base. Capisco il desiderio della popolazione di cambiare, ma a volte si cambia in peggio. Evidentemente non abbiamo raggiunto lo strato più importante della popolazione».

Nel frattempo il partito di Bolsonaro si guadagna il Congresso più conservatore nella storia democratica del Paese: secondo la Folha de San Paolo, il Partito Liberale avrebbe eletto almeno 99 parlamentari, portando a casa il miglior risultato in 24 anni.

Tra gli eletti per il terzo mandato come deputato federale per lo stato di San Paolo c’è anche Eduardo Bolsonaro, terzogenito del presidente e regista della campagna elettorale del padre, che tuttavia perde più della metà dei voti conquistati nel 2018 (741 mila voti contro 1,8 milioni). Lo scrive il Correio Braziliense.

I sondaggi in Brasile durante tutta la campagna elettorale sono stati dalla parte di Luiz Ignazio Lula da Silva, ipotizzandone una vittoria anche al primo turno fino a pochi giorni fa, quando il presidente in carica Jair Bolsonaro ha iniziato a rincorrere e avvicinarsi allo sfidante.

Nonostante le votazioni si siano concluse in diversi seggi possono proseguire fino allo smaltimento delle file di elettori pronti a esprimere le proprie preferenze non solo per il nome del presidente, ma anche per governatori, deputati, un terzo del Senato e per rinnovare le assemblee legislative regionali.

di: Flavia DELL’ERTOLE

Aggiornamenti: Micaela FERRARO

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