lula mattarella

Giornata ricca di impegni tra Vaticano e Roma per il presidente brasiliano

Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva è arrivato a Roma, dove lo attendono una serie di incontri molto importanti. Nel primo pomeriggio è stato accolto in Vaticano dal Pontefice, dopo essere stato ricevuto al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il quale ha tenuto un colloquio privato. In seguito Lula incontrerà anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, mentre con la leader dell’opposizione Elly Schlein ha parlato in mattinata.

La segretaria del Pd Elly Schlein ha parlato di un “incontro molto positivo” che ha consentito loro di “confrontarci sulle sfide comuni, sui grandi temi globali, dalla democrazia al clima, alla giustizia sociale“.

Di natura cordiale anche l’incontro con il presidente Mattarella: «la sua presenza a Roma è un onore per la Repubblica italiana e per me è un piacere dare il benvenuto qui al Quirinale a lei e al seguito che l’accompagna – ha dichiarato il capo di Stato a Lula. – Esprimo tutta la stima e l’apprezzamento per la sua difesa della democrazia e del Parlamento» aggiunge Mattarella in riferimento all’assalto ai palazzi del potere a Brasilia a gennaio.

«La sua presenza qui è l’occasione per ribadire ancora una volta la vicinanza e l’amicizia che lega il Brasile e l’Italia e la volontà di accrescere la nostra collaborazione sotto ogni profilo» ha concluso Mattarella. «Agiremo per avvicinare le nostre università e ampliare gli scambi commerciali tra i nostri Paesi» conferma Lula in un tweet.

Papa Francesco ha accolto Lula in Vaticano con un lungo abbraccio. Dopo un cordiale colloquio privato, il presidente brasiliano ha invitato il pontefice alla festa che si tiene nello Stato amazzonico di Belém-Pará per la Madonna di Nazareth, nel mese di ottobre.

Il presidente brasiliano ha inoltre dichiarato l’intenzione di appoggiare l’Italia per la candidatura di Roma all’Epo 2030.

Lula: “in Brasile 30 milioni di discendenti italiani, intensifichiamo la cooperazione”

Intervistato dal Corriere della Sera il presidente del Brasile ha spiegato che Russia e Ucraina deve trovare una “strada comune verso la pace” urgentemente, aggiungendo di aver “mandato un inviato speciale, Celso Amorim, a Mosca e a Kiev. Entrambi i Paesi credono di poter vincere militarmente: non sono d’accordo. Credo che ci sia troppa poca gente che parli di pace. La mia angoscia è che, con così tante persone che soffrono la fame nel mondo, ci occupiamo di guerra. È urgente che la Russia e l’Ucraina trovino una strada comune verso la pace“.

Lula ha poi precisato che il vertice con Giorgia Meloni servirà a conoscersi “meglio”, sottolineando come i legami tra Italia e Brasile siano sempre stati molto saldi, dato che il Brasile è “il Paese con più italiani, secondo solo all’Italia stessa. Abbiamo 30 milioni di discendenti italiani. Sono in ottimi rapporti con il vostro movimento sindacale, con gli intellettuali, le imprese. Avremo colloqui molto produttivi con le autorità di Roma, perché le nostre relazioni economiche sono al di sotto del loro potenziale e dobbiamo lavorare sodo per creare un rapporto all’altezza delle nostre economie“.

Lula al Corriere ha inoltre spiegato le conseguenze dell’attacco compiuto dai supporter di Bolsonaro alle istituzioni a Brasilia, “noi diciamo ‘chi semina vento, raccoglie tempesta’. Il mio predecessore non ha seminato vento: ha piantato odio. Parlava sempre contro la democrazia, contro le istituzioni. Ora deve rispondere in tribunale. Sono per la presunzione di innocenza, il diritto alla difesa e un processo equo“. Lula ha poi auspicato che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si riformato, dato che “rappresenta l’equilibrio di potere nel mondo del 1945. Oggi molto è cambiato e serve un Consiglio più rappresentativo, con voci dall’America Latina e dall’Africa, per contribuire alla pace e alla sicurezza nel mondo“.

di: Flavia DELL’ERTOLE

aggiornamento di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/Paolo Giandotti – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica