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L’Ecumenical Memorial Necropolis conta 14 piani ed è stato inaugurato nel 1991

Si chiama Ecumenical Memorial Necropolis ed è il cimitero verticale più alto del mondo. Recentemente è diventato noto anche come ultima dimora della leggenda del calcio, Pelè.

Il cimitero conta ben 14 piani, per un totale di 40 mila metri quadri di superficie, e ospita 14 mila cripte, ospita uccelli esotici, un giardino tropicale e un museo di auto d’epoca. La struttura è stata progettata dall’imprenditore argentino Pepe Altstut; la costruzione è iniziata nel 1983 ed è stata inaugurata nel 1991. Detiene il prima decretato dall’organizzazione del Guinness dei primati: è infatti alto 108 metri.

Da lì O Rei domina lo sguardo sullo stadio del Santos, il Vila Belmiro, in cui ha giocato per molti anni ed è stato esposto per l’ultimo saluto dei tifosi dopo la sua morte. Lo stesso Pelè aveva scelto il nono piano perché ospitasse lui e i suoi defunti: l’acquisto a uso esclusivo è avvenuto il 7 luglio 2003, quando Pelé aveva 62 anni. In un’intervista al quotidiano A Tribuna, aveva raccontato che la scelta aveva tutte le caratteristiche necessarie. Il numero 9 era il numero della maglia del suo amato papà, João Ramos do Nascimento, centroavanti meglio conosciuto come Dondinho, che giace con la nonna Ambrosina, la zia Maria, col fratello di Pelé, Jair Arantes do Nascimento, morto nel 2020 e sua figlia, Sandra Arantes do Nascimento, morta nel 2006; così come Antonio Wilson Honório, Coutinho, compagno d’attacco del mitico Santos due volte campione del mondo nel 1962/1963, scomparso nel 2019.

Non è l’unico cimitero al mondo che è diventato famoso per ospitare figure importanti: si ricordano il cimitero di Pere Lachaise a Parigi che ospita le tombe di Oscar Wilde e di Jim Morrison; il Pantheon, sempre a Parigi, dove ci sono Emile Zola, Dumas e Victor Hugo; il Graceland a Memphis, dove si trovano le spoglie immortali di Elvis Presley, o il piccolo cimitero di Westwood nei pressi di Los Angeles, dove si trova Marylin. O come la tomba di Marx a Londra.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/EPA/GUILHERME DIONIZIO