Le reporter sconteranno 13 e 12 anni di carcere per aver diffuso la notizia della morte della giovane, “collaborando con il Governo ostile degli Usa”

È arrivata la notizia temuta e attesa della condanna di Niloofar Hamedi e Elaheh Mohammadi, le due giornaliste iraniane accusate per aver coperto la morte della 22enne Mahsa Amini. Le due sconteranno rispettivamente 13 e 12 anni di carcere.

L’accusa formalizzata nei loro confronti era che avessero “collaborato con il Governo ostile gli Stati Uniti” e che avessero “agito contro la sicurezza nazionale”.

Niloofar Hamedi, quest’anno fra le 100 persone più influenti secondo il Times, è stata arrestata dopo aver scattato una foto ai genitori di Mahsa, nell’ospedale di Teheran dove la figlia è stata in coma prima di morire. Il padre di Mahsa è stato arrestato il mese scorso.

La 36enne Elaheh Mohammadi è stata arrestata dopo aver seguito il funerale di Amini nella sua città natale curda di Saqez.

La notizia della condanna delle due giornaliste arriva nello stesso giorno in cui il padre di Armita Garavand annuncia la morte cerebrale della figlia. «Il cervello di Armita in questo momento non funziona e non c’è speranza per la sua guarigione» ha dichiarato l’uomo.

La 16enne è in coma dal primo ottobre scorso. Come si evince dalle immagini delle telecamere di sicurezza della metro di Teheran, la giovane era stata trascinata via in stato di incoscenza da un vagone dove aveva avuto una lite con una sorvegliante perché non indossava il velo.

La versione governativa della storia sostiene invece che la giovane abbia avuto un calo di pressione.

di: Marianna MANCINI

FOTO: X Mariano Giusti