Intanto prosegue l’allerta rossa in Emilia Romagna. Gialla in: Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Puglia, Sicilia, Trentino Alto Adige e Umbria
Dopo le recenti alluvioni, la premier Giorgia Meloni ha incontrato a Chigi il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Durante il colloquio, secondo quanto riporta LaPresse, sono state “esaminate le prime e più urgenti misure e gli interventi per garantire, laddove necessario, il soccorso e l’assistenza alla popolazione, ed è stata effettuata una prima ricognizione delle risorse disponibili”. Sono stati stanziati 10 milioni di euro per la gestione dell’emergenza ed è stato assicurato il pieno sostegno.
Prosegue il maltempo
Il maltempo preoccupa l’Emilia Romagna. La protezione civile ha emesso l’allerta rossa per gran parte della Regione, ma la zona più critica sarebbe nel territorio della città metropolitana di Bologna e nel Ravennate. Sono previste piene nei corsi d’acqua della zona centro-orientale dell’Emilia Romagna ma il maltempo interesserà anche altre regioni italiane. Allerta gialla è infatti stata diramata per: Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Puglia, Sicilia, Trentino Alto Adige e Umbria.
Michele de Pascale, sindaco di Ravenna e presidente della Provincia, ha annunciato che si stanno svolgendo “monitoraggi con i volontari su tutti gli alvei fluviali potenzialmente coinvolti con elementi di fragilità e problematiche che non sono percettibili, ma che si sono accumulate negli ultimi giorni a seguito delle piene. Abbiamo attivato un sistema di messaggistica per tutti i cittadini“. De Pascale ha inoltre spiegato ai cittadini che “vi telefoneranno, riceverete messaggi, sono messaggi del Comune di Ravenna per avvisarvi rispetto all’andamento dell’emergenza. . Il consiglio è quello di prestare la massima attenzione, non avvicinarsi agli alvei fluviali, monitorare le allerte che escono e mettere in campo tutte le azioni di cautela e precauzione prima che l’allerta si verifichi. Nel momento in cui si dovesse verificare un allarme preciso e specifico e contingente sul territorio, bisogna seguire le istruzioni e non mettere in campo altri comportamenti: salire ai piani elevati, non andare in macchina, non scendere nei seminterrati. Perché purtroppo negli eventi meteorologici tragici che hanno coinvolto l’Italia negli anni passati, quasi sempre le fonti di pericolo sono arrivate da comportamenti sconsiderati o sbagliati nel momento in cui si verificava l’allarme“.
di: Flavia DELL’ERTOLE
aggiornamenti: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA / MAX CAVALLARI