Giancarlo Giorgetti

Il ministro Giorgetti ha illustrato il terzo pacchetto di emendamenti dopo le tensioni in aula a causa del suo ritardo

Fugge in avanti il termine per il voto in aula della manovra di Bilancio: la votazione del testo in Commissione è attesa domani in tarda serata, per approdare in aula – a quanto riportano fonti parlamentari – nella giornata di mercoledì. In quella sede, con ogni probabilità, verrà posta la fiducia, che comporterebbe l’inizio delle votazioni giovedì e il via libera finale nella notte di venerdì 23 dicembre.

Alla commissione bilancio, in serata, si è scatenata la bagarre che ha imposto la sospensione dei lavori. Il tutto è nato dal mancato arrivo del terzo pacchetto di emendamenti. Durante la discussione appunto sugli emendamenti alla Legge di Bilancio le opposizioni (PD, Terzo Polo, Alleanza Verdi-Sinistra) hanno lasciato l’aula. Rimane in aula solo il M5S che ha deciso di aspettare il ministro Giorgetti. Secondo la sottosegretaria al Mef Lucia Albano infatti “al Mef comunicano che Giorgetti sta arrivando e contemporaneamente saranno depositati gli emendamenti“.

Dopo le tensioni che hanno provocato la sospensione della seduta il ministro Giorgetti ha illustrato il terzo pacchetto di emendamenti alla Legge di Bilancio. Il ministro dell’Economia ha spiegato che per il Reddito di cittadinanza si passa da 8 a 7 mensilità. Giorgetti precisa che “ci sono delle misure di carattere sociale che riteniamo importanti e significative” e che “passa da 20 a 25mila il tetto del reddito per il taglio del cuneo, di un ulteriore punto percentuale” insieme all’innalzamento a 600 euro delle pensioni minime per gli over 75.

«Il ritardo per la presentazione del maxiemendamento, che peraltro in parte è stato presentato adesso, è dovuto al fatto che gli uffici del Mef erano pronti questo pomeriggio con il maxiemendamento ma la presidenza della Camera ha chiesto di evitare, dopo aver manifestato l’indisponibilità a considerare ammissibile il maxiemendamento se non spacchettato per omogeneità di materia. E noi abbiamo ceduto ad un lavoro molto complicato di spacchettamento del maxi per comporre e ricomporre le coperture» ha assicurato il ministro, cercando così anche di giustificare il ritardo che aveva fatto uscire dall’aula le opposizioni che hanno deciso di rientrare una volta giunto Giorgetti.

A saltare, tra le norme più attese, anche la misura sul tetto sotto il quale gli esercenti possono non far pagare con il Pos, inizialmente indicato a 60 euro, senza incorrere in sanzioni. Spiega infatti Giorgetti che “nell’emendamento che presenterà il governo è prevista l’eliminazione della normativa relativa al Pos. Argomento, su cui il governo ha una sua opinione, e che rimettiamo alla valutazione della commissione per quanto riguarda eventuali forme che noi caldeggiamo di ristoro, risarcimento per gli operatori che si dovranno trovare di fronte l’onere delle commissioni applicate su questo transazioni“.

Per quanto riguarda il Superbonus Giorgetti ha sottolineato che negli emendamenti del governo “è recepita quella che è una volontà emersa in commissione al Senato sul dl quater e recepita qui per motivi di tempo: la possibilità di presentare la cilas per i condomini entro il 31 dicembre 2022 per mantenere il regime di maggior favore al 110%“. Mentre per i congedi parentali “abbiamo previsto l’aumento all’80% indennità del congedo parentale ricondotta ai genitori in via alternativa. Abbiamo poi incrementato l maggiorazione della misura dell’assegno unico universale riconosciuto a nuclei con 4 o più figli. Introdotte anche misure per escludere borse di studio destinate a studenti universitari con disabilità dal computo reddituale, estendendo i beneficiari“.

Evidentemente a causa della fretta il pacchetto di emendamenti contiene un refuso. Viene, infatti, prevista la soppressione dell’articolo 69 per intero che oltre al tetto dei pagamenti con il Pos contiene anche l’innalzamento del tetto al contante a cinquemila euro. Giorgetti ha ammesso l’errore dopo che gli è stato fatto notare dalle opposizioni e ha dichiarato di assumere lui stesso “la responsabilità di un errore della Ragioneria” e che verrà corretto con la soppressione del solo comma due.

Meloni sul Pos: “dialogo con la Commissione, no a rifiuto per partito preso”

«Quello è un obiettivo del Pnrr e quindi lo stiamo trattando con la Commissione. Se non ci sono i margini, ci inventeremo un altro modo per non far pagare agli esercenti le commissioni bancarie sui piccoli pagamenti» ha dichiarato la premier Giorgia Meloni sulle trattative in corso con l’Ue sul Pos.

«È una manovra, non è mai un’approvazione facile – ha proseguito Meloni – Però penso che, nelle condizioni e con i tempi che avevamo, abbiamo fatto del nostro meglio per dare al Parlamento la possibilità di avere i tempi di valutare la legge di bilancio».

Serracchiani: “novità su emendamenti per Sud e opzione Donna”

«Alle 19.30 è atteso il terzo pacchetto di emendamenti del governo, poi alle 21.30 ci sarà l’audizione del ministro Giorgetti» ha annunciato la capogruppo del Pd alla Camera, Debora Serracchiani, a margine dei lavori dell’ufficio di presidenza della commissione Bilancio. Si stringono così i tempi prima dell’aula di domani, chiamata ad approvare la manovra ormai da settimane in cantiere per il governo di Giorgia Meloni. Sempre Serracchiani ha spiegato che: «è in corso un dialogo fra maggioranza e opposizione su alcuni temi, come Opzione donna: in caso di accordo la soluzione potrebbe finire in un emendamento dei relatori sottoscritto da tutti, o quasi tutti, i gruppi. Il governo, dopo la forte richiesta del Pd e altri partiti, è tornato sui suoi passi sull’emendamento sugli enti locali e il Sud – ha annunciato – toglierà dal pacchetto di emendamenti presentati ieri quelli su Investimenti Sud, sulle Zes e sulla modifica della quota premiale del servizio sanitario nazionale, che erano uguali a emendamenti del Pd e altri. Sono testi che diventeranno emendamenti parlamentari».

Tra le misure promosse dall’esecutivo a guida Fratelli d’Italia (che ieri ha festeggiato dieci anni) alcune potrebbero vacillare e non essere presentate alla discussione di domani. Tra queste il tetto al pagamento elettronico, misura bersagliata su più più fronti nelle ultime settimane. Secondo quanto si apprende da fonti del governo, la soglia dei 60 euro potrebbe essere del tutto eliminata o abbassata a 30.

Conte: “il governo fa la guerra ai poveri”

Passa subito all’attacco l’ex premier e leader del movimento M5S: «Non solo la guerra ai più fragili e al ceto medio. Con questa Legge di bilancio il Governo fa cassa sottraendo risorse praticamente a tutti, tranne a chi è già privilegiato». Il capo dei pentastellati rincara la dose: «Pensiamo alle imprese. Contro il caro bollette, per esempio, si poteva intervenire con i crediti d’imposta per le spese dell’acquisto di energia e con l’azzeramento degli oneri di sistema in bolletta. Sul primo punto – polemizza – adottando il meccanismo vincente già introdotto dal M5S per il Superbonus, l’attuale manovra prevede la cedibilità dei crediti fiscali ma si guarda bene dal risolvere l’annosa questione del blocco dei crediti stessi. Ma se non si permette di farli circolare, che senso ha prevedere crediti d’imposta cedibili? È solo una presa in giro –conclude – in barba ad oltre 40mila piccole aziende sull’orlo del fallimento».

di: Caterina MAGGI

aggiornamenti di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/FABIO FRUSTACI