mattarella

Il presidente ha anche visitato la Chiesa di Santa Maria di Gesù gravemente danneggiata dagli incendi

Erano le 8.05 del 29 luglio quando 75 chili di tritolo facevano saltare in aria una Fiat 127 a Palermo. A bordo dell’auto viaggiava il giudice Rocco Chinnici, ucciso dalla mafia perché sulle tracce dei mandanti e degli esecutori di altri omicidi, quelli di Piersanti Mattarella, Pio La Torre e Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Insieme al giudice morirono anche due carabinieri della scorta, il maresciallo Mario Trapassi e l’appuntato Salvatore Bartolotta, e il portiere del suo palazzo in via Pipitone Federico, Stefano Li Sacchi.

Chinnici fu il primo a intuire la matrice condivisa di questi assassinii, e proprio questo lo portò al martirio. La sua morte, però, non vanificò le indagini che anzi furono raccolte da quello che sarebbe diventato il pool antimafia di Giovanni Falcone, Giuseppe Borsellino, Giuseppe Di Lello e Antonino Caponnetto.

Oggi, 40 anni dopo, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è tornato nella sua Palermo per commemorare la morte del giudice. Il capo di Stato ha partecipato al seminario Memoria è continuità: il lavoro di Rocco Chinnici, dall’Ufficio istruzione di Palermo alla legislazione antimafia italiana ed europea, insieme ai figli di Chinnici, Giovanni e Caterina.

Dopo la cerimonia, Mattarella ne ha approfittato anche per visitare la Chiesa di Santa Maria di Gesù, duramente danneggiata dagli incendi che in queste ultime ore hanno tenuto sotto scacco la Sicilia e non solo.

«Il presidente Mattarella ha mostrato profonda solidarietà alla città colpita dagli incendi di questa settimana ed è stato rincuorato dal fatto che i danni, seppur ingenti, siano recuperabili e ha espresso gratitudine per come, nei terribili momenti del rogo nella chiesa, tutti, a partire dai vigili del fuoco, si siano attivati per limitare i danni» dichiara poi il sindaco Roberto Lagalla.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA / Ufficio stampa Quirinale