Domani presente Giorgia Meloni
Sergio Mattarella, Capo dello Stato, si trova a Palazzo Reale (Torino) per l’apertura del secondo Festival delle Regioni e delle Province autonome.
«Le Regioni sono la colonna vertebrale del nostro Paese. Vorrei sottolineare come qui, in una città che parla della storia d’Italia, si stia dando un messaggio di grande significato: di unità, di dialogo con il Paese per il futuro dell’Italia. E questa è un’occasione per bilanciare questo messaggio di unità con l’Unione europea, ambito sempre più fondamentale per il futuro del nostro Paese», ha detto il capo dello Stato.
«Vorrei ricordare quanto tutti sappiamo: la nostra Costituzione si ispira al principio e al valore dell’autonomia. Già dall’art.5 che vuole ricordare che la Repubblica è una e indivisibile, sottolinea come la Repubblica riconosca e promuova l’autonomia e lo ribadisce all’art 114 elencando gli elementi portanti della repubblica: i Comuni, le Province, le città metropolitane, le Regioni, lo Stato in una crescita non gerarchica ma territoriale, sottolineando quindi l’esigenza di collaborazione che c’è», ha continuato.
Riguardo la Sanità ha detto: «il Servizio sanitario nazionale è un patrimonio prezioso da difendere e adeguare. In questo la riflessione delle Regioni è particolarmente importante».
In videocollegamento sono arrivati i saluti della Presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, che ha ricordato: «è nella solidarietà che l’Unione Europea è più forte. Troppi cittadini sono in difficoltà, dobbiamo mantenere le loro preoccupazioni al centro della nostra attenzione: questo è il momento di restare uniti».
Parola alle Regioni: Cirio, Fedriga, Zaia
Ad intervenire anche il presidente del Piemonte, Alberto Cirio. «A Torino c’è tutta l’Italia perché ne è stata la prima Capitale e perché questa città è diventata grande grazie al contributo delle diverse comunità provenienti da tutto il Paese. Non esiste quindi posto migliore per celebrare la festa delle Regioni, che di questo Paese sono l’ossatura e la spina dorsale. Qui è nata l’Italia e qui affondano le radici le nostre maggiori istituzioni pubbliche».
E poi il presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome e del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga: «le Regioni hanno chiesto al governo di incrementare il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale con la prossima Legge di Bilancio, al fine di realizzare un’efficace, innovativa e sostenibile programmazione sanitaria, muovendosi nella direzione di un miglioramento della qualità delle prestazioni erogate e dell’efficienza del sistema nel suo complesso per andare incontro alla domanda e ai nuovi bisogni di salute, cresciuti dopo la pandemia».
Da questo palco torna a ribadire la sua posizione anche il leghista e presidente del Veneto Luca Zaia, secondo cui l’autonomia non è, “come qualcuno vorrebbe definirla, la secessione dei ricchi o un atto sovversivo“, bensì “la volontà di dare compimento a quanto previsto nel dettato costituzionale“.
Il problema “è che la gestione del paese è stata squisitamente centralista e non federalista. La Costituzione invece è federalista“. Non un attacco all’unità nazionale quindi, ma “la volontà di portare più responsabilità“, prosegue citando l’ex presidente Napolitano, ma anche il presidente Mattarella intervenuto prima di lui “che ringrazio per la lucidità nella sua esposizione, durante la quale ha parlato dell’articolo 114“.
Per il Governo, intervengono Fitto, Zangrillo e Salvini
Anche Raffaele Fitto, Ministro per gli Affari europei, il Sud e le Politiche di Coesione e il PNRR ha lasciato un commento. «Nei prossimi giorni sarà incassata la terza rata del Pnrr. Sulla quarta rata nabbiamo compiuto una scelta, quella di anticipare la rimodulazione cambiando 11 su 28 obiettivi. La Commissione Europea e il Consiglio hanno approvato questa nostra proposta, abbiamo fatto richiesta di pagamento ed è in corso la fase di verifica per il raggiungimento degli obiettivi e noi siamo fiduciosi che questo possa accadere entro il 31 dicembre di quest’anno. E sulla quinta? Il lavoro che si sta facendo è molto positivo, assicura il ministro che però parla anche di consapevolezza della difficoltà dei passaggi ma di serenità per il lavoro messo in campo».
«Le Regioni al governo chiedono collaborazione e la possibilità di lavorare insieme perché abbiamo degli appuntamenti molto importanti, innanzitutto il Piano nazionale di ripresa e resilienza, che è un processo fondamentale per lo sviluppo del nostro Paese e lo possiamo realizzare solo se la multiforme pubblica amministrazione sa lavorare insieme». A dirlo è stato il ministro per la pubblica amministrazione Paolo Zangrillo.
Tra questi anche il leader della Lega Matteo Salvini: «il nuovo codice degli appalti è la dimostrazione di quello che questo governo vuole fare dal punto di vista culturale, prima che politico: dare fiducia alla programmazione degli enti locali e le 100 mila nuove richieste di bando di gara dimostrano che il codice sta funzionando».
Domani, 3 ottobre, Giorgia Meloni, sarà presente alla sessione plenaria di chiusura.
di: Alice GEMMA
FOTO: ANSA/ UFFICIO STAMPA QUIRINALE/ FRANCESCO AMMENDOLA