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Il Quirinale rispedisce il testo a Governo e Parlamento

Come annunciato ieri, il presidente Mattarella ha firmato il decreto milleproroghe ma con alcune riserve, in particolare sulla proroga delle concessioni balneari. La palla torna dunque al Parlamento e al Governo.

È proprio sulle concessioni demaniali che il Quirinale ha espresso le sue perplessità: «è evidente – scrive il presidente della Repubblica in una lettera ai presidenti delle Camere – che i profili di incompatibilità con il diritto europeo e con decisioni giurisdizionali accrescono l’incertezza del quadro normativo e rendono indispensabili, a breve, ulteriori iniziative di governo e Parlamento».

Mattarella ha anche rilevato una “copertura finanziaria insufficiente in proiezione temporale che, al fine di assicurare il pieno rispetto dell’art. 81 della Costituzione, dovrà essere integrata con il primo provvedimento legislativo utile“.

Necessario per Governo e Parlamento “assicurare l’applicazione delle regole della concorrenza e la tutela dei diritti di tutti gli imprenditori coinvolti, in conformità con il diritto dell’Unione, nonché garantire la certezza del diritto e l’uniforme applicazione della legge nei confronti dei soggetti pubblici e privati che operano in tale ambito”.

Mattarella ha anche evidenziato come il decreto presenti 205 commi aggiuntivi rispetto ai 149 originari, dimostrando così di intervenire in ambiti materiali diversi ed eterogenei: così “se ne smarrisce la ratio unificatrice, rappresentata dall’esigenza regolatoria di carattere temporale, si trasformano in decreti-legge omnibus del tutto disomogenei, vale a dire in meri contenitori dei più disparati interventi normativi“.

di: Marianna MANCINI

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