Il presidente della Corte d’Appello di Roma ha sottolineato come una “macchina burocratica lenta e farraginosa” sia il terreno fertile per la criminalità organizzata
Il presidente della Corte d’Appello di Roma, Giuseppe Meliadò, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario ha enunciato i pericoli che si stagliano di fronte all’Italia.
Gli stanziamenti “milionari previsti per la realizzazione degli obiettivi del Pnrr” e “le ingenti risorse che affluiranno a Roma in vista del Giubileo rendono concreto il pericolo di possibili infiltrazioni della criminalità organizzata: una macchina burocratica lenta e farraginosa è il principale terreno di coltura di tali pericoli, un virtuoso equilibrio fra celerità, trasparenza nell’affidamento delle risorse ed effettività dei controlli, specie preventivi ne è il principale antidoto” ha spiegato Meliadò.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: ANSA/Francesco Ammendola/ Uff Stampa Quirinale