La leader di Fratelli d’Italia punta sulla tutela del patrimonio strategico tricolore “che va “dalla cultura all’enogastronomia, dalla moda all’imprenditoria”
Il centrodestra va avanti con la presentazione del programma. Mentre Berlusconi rilancia il Ponte sullo Stretto di Messina, Giorgia Meloni punta sul Made in Italy, ossia “l’amore del mondo per la nostra Nazione“.
«Un marchio, uno stile di vita e un’opportunità economica e diplomatica mai sufficientemente compresa» che la leader di Fratelli d’Italia si impegna a tutelare, “dalla cultura all’enogastronomia, dal design all’architettura, dalla moda all’imprenditoria, anche attraverso una certificazione governativa che valorizzi i prodotti italiani, sul genere del marchio Doc“.
Un “contrasto reale all’Italian sounding e ad ogni forma di falsificazione“.
Paragone: non voterei fiducia alla Meloni
Nel frattempo il leader di Italexit Gianluigi Paragone alza la posta in gioco: «saremo l’unica sorpresa del nuovo Parlamento» assicura, convinto che la sua formazione sarà l’unica “fra chi non è in Parlamento” a superare lo sbarramento.
«Mi vota gente con qualsiasi provenienza. Ovunque vada, mi viene riconosciuto un ruolo di testimonianza democratica. Non siamo un partito No-Vax. Quello sui vaccini è solo l’ultimo pezzo della nostra storia – spiega ancora intervistato da Tpi. – Spiego da anni che destra e sinistra non vogliono più dire nulla. Non mi sento per nulla un qualunquista. Combatto il potere che dall’alto schiaccia il basso. Rivendico il ruolo della Costituzione italiana e la sovranità degli Stati contro gli organismi non legittimati dal voto».
Poi l’ennesima sferzata a Salvini e Meloni, “entrambi le mani sporche di farina draghiana, cercano inutilmente di rifarsi una verginità. Ma non gli crede più nessuno“. Alla domanda se voterebbe o meno la fiducia a un Governo a Guida Meloni, la risposta è secca: «non potrei mai» spiega, “Giorgia oggi è più atlantista ed europeista di ieri“.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/BASILETTI